Meranda, l'avvocato a Mosca con Savoini sarà sentito a breve dalla procura di Milano

I magistrati hanno aperto un fascicolo per corruzione internazionale e vogliono sentire anche il secondo italiano presente all'hotel Metropol

Gianluca Meranda

Gianluca Meranda

globalist 14 luglio 2019
Lui è un professionista ufficialmente indipendente. E in parte lo è. Poi si scopre che sui social il politico più rilanciato era Matteo Salvini e che con il sedicente ‘capitano’ si era incontrato alcune volte.
Oltre a ciò, come ha lui stesso in altre occasioni spiegato ai suoi clienti, è persona con molti contatti internazionali grazie alla sua appartenenza da una fratellanza massonica,
Adesso l’avvocato Gianluca Meranda, il secondo uomo dell`incontro all`Hotel Metropol di Mosca, al centro dello scandalo sui presunti fondi russi alla Lega, sarà ascoltato nelle prossime ore dalla procura di Milano. "I magistrati che indagano su Gianluca Savoini, con l`accusa di corruzione internazionale, dopo aver letto la lettera di Meranda pubblicata ieri da Repubblica, vogliono incontrarlo per capire chi c`era e cosa è accaduto il 18 ottobre scorso nell`albergo russo. Come è stato possibile ricostruire dall`audio acquisito dai pm, al Metropol Savoini e Meranda, insieme con almeno un altro italiano, incontrarono alcuni emissari russi trattando, nell`ambito di una vendita di carburante all`Eni, un presunto finanziamento alla Lega in vista delle europee del maggio scorso".
Tornando a Meranda il suo ruolo è cruciale. Uomo che ha sempre lavorato dietro le quinte, è un avvocato di affari di origine calabrese. Ha studio a Roma ed è cofondatore dello studio internazionale Sqlaw. Lavora principalmente con banche e compagnie petrolifere e ha raccontato a Repubblica di essere stato seduto a quel tavolo come 'General Counsel di una banca d`affari anglo-tedesca (...) ed interessata all`acquisto di prodotti petroliferi di origine russa'. Meranda non vuole dare ulteriori informazioni. Ma Repubblica è in grado di ricostruire alcune circostanze cruciali. Meranda è massone ('non smentisco e non confermo' risponde lui, interpellato ma Globalist ne ha la certezza), iscritto alla Loggia parigina 'Salvator Allende' del Grande oriente di Francia dal 2016. A quel tavolo al Metropol non era arrivato affatto per caso".
Quindi il sospetto della procura è che la sua presenza potesse "servire a creare un fondo nero di 65 milioni destinato, almeno in parte, secondo quanto emerge dalla registrazione, a finanziare la campagna elettorale della Lega".