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Continuano le campagne nemiche delle donne di Pro vita: ma Raggi questa volta li blocca

Nessuna concessionaria ha voluto affiggere i manifesti, denucia Pro Vita, così la campagna sta girando la città ospitata su numerosi camion vela

Campagna Pro vita
Campagna Pro vita

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10 Luglio 2019 - 08.51


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Stanno girando per Roma numerosi camion vela con l’ennesima campagna fondamentalista del movimento Pro Vita contro la maternità surrogata. Nelle immagini si vedono bambini chiusi dentro barattoli e la scritta: “Non è un prodotto #stoputeroinaffitto”.

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“È la nostra denuncia agli orrori di questo commercio e contro il business dell’affitto di uteri e compravendita di ovuli”, dicono Toni Brandi e Jacopo Coghe, presidente e vice presidente di Pro Vita e Famiglia e del Congresso Mondiale delle Famiglie. “Come il nascituro anche le madri surrogate e le cosiddette ‘donatrici’ di ovociti sono vere e proprie vittime di questo mostruoso sistema che deve finire. Il bambino non è un prodotto né un oggetto da vendere o da regalare”.  

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“Avevamo previsto anche delle affissioni nella Capitale – spiegano Brandi e Coghe – ma le concessionarie contattate, per paura di un intervento sanzionatorio da parte del Comune di Roma come già successo, si sono tirate indietro”. I due chiedono polemicamente alla sindaca Virginia Raggi “se ha il coraggio di concentrarsi contro il vero degrado, sia morale che cittadino, o preferisce discriminare i bambini e ignorare la solidarietà nei confronti degli indifesi?”.

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Raggi aveva infatti già fatto rimuovere una precedente campagna omofoba di Pro Vita e Generazione Famiglia, che ritraeva due uomini spingere un carrello con dentro un bambino in lacrime con un codice a barre sul petto. “La strumentalizzazione di un bimbo e di una coppia omosessuale nell’immagine del manifesto offendono tutti i cittadini”, scrisse la sindaca in una nota.

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