Sea Watch, Mediterranea smentisce punto su punto Travaglio: “studia prima di fare considerazioni giuridiche”

In un articolo comparso oggi su Il Fatto Quotidiano Marco Travaglio fa una ricostruzione della vicenda della Sea Watch che fa acqua da tutte le parti

Migranti

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globalist 30 giugno 2019
Un articolo di Marco Travaglio comparso su Il Fatto Quotidiano è stato duramente contestato da Mediterranea Saving Humans sul suo canale twitter per alcune frasi che la Ong ha considerato false. 
Travaglio, scrive infatti quanto segue (questo è il pezzo contestato dalla Sea Watch, per l'articolo completo rimandiamo qui): "Chi volesse ragionare saprebbe distinguere tra ciò che ha fatto di buono la Sea Watch-3, cioè caricare da un gommone pericolante in acque libiche 53 migranti (un giorno magari le Ong ci sveleranno quale divina ispirazione le fa trovare sempre nel posto giusto al momento giusto nello sterminato Mediterraneo); e ciò che han fatto di inaccettabile, cioè infischiarsene della legge del porto sicuro più vicino (in Tunisia o a Malta) per creare l’ennesimo incidente politico col governo italiano, ricorrere al Tar contro il no di Roma e poi fregarsene della sentenza negativa, appellarsi alla Corte di Strasburgo e poi ignorare il verdetto contrario, violare i divieti di ingresso in acque italiane e di sbarco a Lampedusa". 
Come scrive Mediterranea sulla sua pagina twitter, "le navi della società civile si trovano sempre al posto giusto al momento giusto perché il mare è pieno di navi che affondano nel silenzio. Se l'allusione è a connivenza coi trafficanti, andrebbe fatta esplicitamente per permettere agli interessati di querelare. A tal proposito, ricordiamo che quando non ci sono le navi della società civile i trafficanti festeggiano, perché i profughi catturati dai libici vengono rimessi nelle loro mani".
Continua Mediterranea: "la Tunisia non è dotata di centri che garantiscono la prima accoglienza, né ha mai implementato un sistema che garantisca il diritto di asilo. Il porto sicuro al luogo di salvataggio era Lampedusa, non Malta". 
Infine: "la Corte Europea dei diritti dell'uomo dopo essere stata consultata ha ritenuto che la giurisdizione dell'Italia fosse in quel momento dubbia e non è in nulla entrata in merito delle azioni della Capitana Carola. Ha altresì disposto che l'Italia prestasse assistenza alle persone a bordo".