Augurare lo stupro: il vizietto di fascisti e leghisti

Non è certo la prima volta che la violenza sessuale viene evocata dalle masse fascioleghiste. È un vecchio vizio dei fascisti che la Lega sta sempre di più prendendo in prestito

Stupro

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globalist 29 giugno 2019

È ormai evidentissimo che c’è una correlazione tra stupro e fascismo. La prevaricazione fisica del maschio sulla femmina, il possesso del corpo, la violenza come mezzo per mettere a tacere la resistenza, come forma ultima di umiliazione. Tutte cose che il fascismo sa benissimo e che la Lega sta prendendo in prestito. Certo, solo Casapound al momento effettivamente stupra: lo dimostra il caso di Viterbo, lo dimostra quel criminale che ha urlato ‘troia ti stupro’ alla donna rom di Casal Bruciato. I leghisti cambiano punto di vista: lo stupro diventa minaccia, vagheggiamento, punizione inflitta da altri, in questo caso gli immigrati (a parte per il caso per il consigliere leghista di Bolzano e 'la dj figa da violentare'). 


La gentaglia che ieri ha urlato a Carola Rackete e ai parlamentari a bordo della Sea Watch insulti irripetibili su stupri degli immigrati, godeva grossolanamente di questa violenza finora solo verbale. Ma la considerazione possibile è una sola: ai leghisti le donne non piacciono. Non piace che pensino, che sfidino l’autorità maschile, che ambiscano a un ruolo diverso che non sia quello di donna e madre. Le centinaia di minacce che si sono susseguite su twitter in queste ore da parte di chi non ha necessità di edulcorare le parole lo dimostrano: non c’è solo sete di sangue, c’è voglia di umiliazione, di tortura, di sopraffazione. Questa ossessione per lo stupro è anche una battaglia contro la libertà sessuale, è un cercare di rimettere nei canoni eteropatriarcali il piacere, la libertà, l’autodeterminazione.


Ovvio, è tutto a livello inconscio: il leghista medio non sa nemmeno cosa voglia dire ‘eteropatriarcale’. Ma è proprio questo inconscio incontrollato, oscuro e violento che fa più paura. L’asticella della violenza si sta alzando sempre di più, presto si arriverà alla prevaricazione fisica. Vogliamo davvero credere che, se non ci fosse stata la polizia su quel molo, i delinquenti che ieri hanno accolto Carola Rackete non sarebbero passati dalle parole ai fatti?