La notte capitolina di CasaPound: musica a palla, saluti romani e tanto piscio

Un locale al villaggio olimpico, tanto caos e strepiti fino a notte fonda. Nessuno intervento di Polizia e Vigili Urbani nonostante le proteste dei residenti e decine e gli schiamazzi notturni

La zona del raduno fascista tappezzata di adesivi di CasaPound

La zona del raduno fascista tappezzata di adesivi di CasaPound

globalist 23 giugno 2019

di Tancredi Omodei


Puntuale, anche quest'anno è arrivato il raduno di metà giugno di CasaPound. Anche quest'anno a Roma, con camerati arrivati da ogni parte d'Italia. Un appuntamento con un sapore diverso, però, quest'anno: è cresciuta l'impunità, i ragazzi si sono fatti più spavaldi, al Viminale hanno un amico, sono freschi del pestaggio di Trastevere. E tante altre ragioni per essere eccitati e un pò sballati.
Anche quest'anno il raduno dei CasaPound si è tenuto, sabato sera, in un locale del Villaggio Olimpico, a due passi dal Tevere.
Il locale (di quelli tanti anni addietro nati abusivamente ) questa mattina, archiviate le camice nere, esponeva all'ingresso palloncini colorati per ben altro appuntamento. Gioioso e domenicale.
Il locale si affitta per feste e raduni, oltre che prestarsi come scuola di tango.
Ieri sera era tutto un salutarsi fascistamente, un cantare fascistamente, un ritrovarsi fascistamente, un pisciare fascistamente nelle aiuole. Auto e camioncini da ogni parte d'Italia davanti al locale, perché dopo la festa i più dormono nel retro dei furgoncini. E la festa è tanta birra, tanto nero addosso, tanta musica compatibile col sentire fascista, canzoni d'altri tempi che quelli di CasaPound vorrebbero fare uscire dai tombini, cori agevolati dall'alcool, scritte e adesivi sparpagliati qui e là.
Così fino a notte fonda. "Ogni anno è così - dice uno che abita nella palazzina di fronte al locale - negli anni scorsi abbiamo provato a segnalare la cosa, dire che non si poteva fare quella musica a palla fino a notte fonda, ma nessuno è intervenuto...Penso che avranno molti amici da quelle parti…", aggiunge, sconsolato, l'abitante del Villaggio Olimpico.
Se le segnalazioni erano state inutili negli anni scorsi, immaginiamoci quest'anno.


E infatti, i camerati sono andati avanti con cori a squarciagola e musica a palla fino all'una e mezzo della notte. Tra un saluto romano e un altro, una puntatina fuori per smaltire la birra. Un paio di volte è passata un'auto della polizia, ma forse e soprattutto per le trans che stanno poco più in là. Silenziosi e in attesa di un cliente.


Così a Roma si è rinnovata una triste tradizione. L'appuntamento è per il prossimo anno. Chissà con quale Italia.