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L'appello del medico della Sea Watch: "I migranti sono disidradati, hanno bisogno di cure"

Un video di Verena per chiedere aiuto: "Non parlo solo come medico ma come essere umano

Verena medico della Sea Watch
Verena medico della Sea Watch

globalist

21 Giugno 2019 - 10.25


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Disumanità solo per propaganda interne e per mostrare la faccia feroce per accontentare un elettorato al quale dare in pasto ‘ ‘neri’ per fargli dimenticare i disastri economici e sociali di questo governo.
 “Per favore, non sto parlando da medico ma da essere umano, abbiamo 43 persone a bordo che hanno bisogno di cure mediche, serve un porto sicuro per per far sì che queste persone abbiano la sicurezza che meritano. Aiutateci ora”.
E’ l’appello di Verena, medico a bordo della Sea Watch, postato su twitter dalla ong. “Il mare – spiega la donna – è calmo ma sta facendo sempre più caldo, soprattutto nella zona dove stanno gli ospiti. Quindi hanno problemi di disidratazione, cosa sulla quale non possiamo intervenire. Inoltre – aggiunge – abbiamo molte persone che hanno vissuto traumi e torture e quindi hanno bisogno di supporto psicologico, stanno in uno spazio molto ristretto e non possiamo prevedere come reagiranno allo stress che aumenta col passare dei giorni. Hanno bisogno di supporto psicologico il prima possibile. Inoltre – conclude il medico – abbiamo molti pazienti con dolori incontrollabili a causa delle torture e non possiamo gestire la situazione ancora a lungo”.
L’attacco di sinistra italiana
“Continuano a susseguirsi gli sbarchi sulle coste italiane, come e’ avvenuto anche in queste ultime ore a Lampedusa. Il governo italiano viene bacchettato perfino dai suoi amici statunitensi, ci dicono ‘non fate nulla contro la tratta dei migranti, non arrestate mai nessun trafficante di uomini’. L’unica cosa che sa fare il governo italiano di Matteo Salvini è prendersela con le Ong che salvano le vite delle persone e chiudere i porti a chi pratica solidarietà”.
Lo afferma Nicola Fratoianni di Sinistra Italiana. “Si dia subito il porto sicuro di sbarco ai 43 naufraghi che da 9 giorni sono sulla Sea Watch3. Ci sono oltre 50 città tedesche disponibili ad accoglierli, nessun pretesto può quindi essere utilizzato – conclude Fratoianni – da chi cinicamente usa la propaganda sulla pelle di persone che hanno rischiato la vita”

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