"L'ignoranza è razzismo": Fp-Cgil e Unhcr uniti a tutela dei rifugiati

Una campagna del sindacato a sostegno di #WithRefugees promossa dall'agenzia dell'Onu che si occupa di richiedenti asilo e diritti umani

Campagna dell'Unhcr contro il razzismo

Campagna dell'Unhcr contro il razzismo

globalist 19 giugno 2019
Una grande iniziativa, che si basa sulla cultura: "Il razzismo vive di luoghi comuni. Rovesciamoli. L'ignoranza è razzismo". Queste le parole che segnano la nuova campagna della Funzione Pubblica Cgil in vista della giornata mondiale del rifugiato, in calendario domani e indetta dalle Nazioni Unite per commemorare l'approvazione nel 1951 della Convenzione relativa allo statuto dei rifugiati da parte dell'Assemblea generale dell'Onu.
A sostegno della campagna #WithRefugees promossa dall'Unhcr, l'Agenzia per i rifugiati del Palazzo di Vetro, per dare visibilità alle espressioni di solidarietà verso i rifugiati, la Funzione Pubblica lancia così una sua specifica campagna nella settimana dedicata.
"Una iniziativa - spiega la Fp Cgil - che cerca di 'smontare' i luoghi comuni che ruotano intorno al tema migranti e che di solito vengono preceduti dalla locuzione 'io non sono razzista ma…'. Ribaltiamo, letteralmente, le frasi più comuni, dal 'ci rubano il lavoro' al 'siamo invasi', dimostrando dati alla mano quanto la realtà sia diversa dalla percezione che è frutto di una narrazione avvelenata".
Quattro le uscite programmate dalla Funzione Pubblica Cgil, la prima già online, tra oggi e domani, una delle quali centrata sui temi specifici della categoria, ovvero le ragioni del lavoro, in particolare di quello legato ai servizi per l'immigrazione. La Funzione Pubblica Cgil aveva infatti denunciato come gli effetti del decreto Salvini, la stretta del provvedimento sulla sicurezza, avrebbe prodotto anche effetti sul mondo del lavoro impegnato nel sistema di soccorso, accoglienza e integrazione. La Funzione Pubblica stima infatti circa 1 mila esuberi su un totale di addetti ai servizi di accoglienza e integrazione pari a 40 mila. Tutto per effetto dell'introduzione del cosiddetto decreto Salvini che, tra le altre cose, ha ridotto drasticamente il numero di ore di lavoro destinate ai servizi per l'immigrazione.