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Salvini deride chi soffre: "Mandino pure i caschi blu dell'Onu ma qui i barconi non arrivano"

Il nuovo vassallo di Trump continua la sua campagna di criminalizzazione delle Ong, che sono state al momento sempre assolte da tutte le accuse

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Striscioni contro Salvini

globalist

18 Giugno 2019


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Il copione è lo stesso: derisione dei più debole, criminalizzazione senza prove degli avversari e garantismo con gli arrestati e condannati della Lega.

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Un perfetto ‘trumpino’ che è appena andato a omaggiare il suo Sovrano, pronto a fare da tappetino della Casa Bianca di Trump in cerca di un posto al sole nella galassia ‘bannoniana’.
“In Italia per quello che mi riguarda e col mio permesso non arriva nessuno, possono mandare i caschi blu dell’Onu, gli ispettori del consiglio d’Europa, il commissario Basettoni, Pippo, Pluto e i Fantastici 4. Barchini e barconi non ne arrivano”.
Frasi fatte di Matteo Salvini a margine dell’assemblea di Confartigianato precisando ribadendo che i porti restano chiusi: “a me interessa che l’immigrazione sia sotto controllo, in Italia si arriva rispettando le regole”.
“Si arriva in Italia se si ha il permesso di arrivare in Italia, rispettando le leggi e i regolamenti e convenzioni internazionali” ha aggiunto il ministro dell’Interno ribadendo le critiche alle organizzazioni non governative.
“Le Ong – ha detto – sono al di fuori della legge” e la “Seawatch, che è da giorni a zonzo per il Mediterraneo, sarebbe già arrivata in Olanda”.
A chi gli chiedeva se la Libia è un porto sicuro ha risposo che “stiamo collaborando con la guarda costiera libica a cui forniamo uomini e mezzi e in alcune strutture della Libia ci sono inviati dell’Onu e delle associazioni umanitarie”.
Ovviamente nessuna parola sul fatto che sia l’Onu che il Consiglio d’Europa abbiamo già detto che la Libia non è un porto sicuro.

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