Identificati gli aggressori: Salvini evita di usare le parole 'fascisti' e 'antifascisti'

Dal ministro un capolavoro di ipocrisia politica. Evita di indicare la matrice politica degli aggressori e nasconde i motivi del pestaggio. E si scopre pure garantista.

Uno degli antifascisti aggrediti a Roma

Uno degli antifascisti aggrediti a Roma

globalist 18 giugno 2019

Cos’è l’ipocrisia politica? Evitare di chiamare le cose con il loro nome, girarci intorno quando conviene politicamente.
Oppure metterci altro tanto per mischiare le carte. Disonestà intellettuale, si potrebbe dire. Ma se si parla di Salvini la parola ‘intellettuale’ è una esagerazione e allora è meglio parlare di ‘paraculaggine’ con la quale tentare di prendere il giro il popolo bue, a cominciare a chi non sa riconoscere verità e menzogna.
Così commentando l’aggressione dei ragazzi del cinema America Capitan Nutella aveva detto di essere contro ogni violenza, fascista o comunista. Ovviamente la parola comunista (che non c’entrava) era stata aggiunta per annacquare la responsabilità dei fascisti.
Adesso un altro capolavoro a commento dell’identificazione degli aggressori dei ragazzi del cinema America. “Gli altri chiacchierano, ministero e Forze dell'Ordine fanno i fatti. Felice che la Polizia abbia identificato alcuni dei presunti aggressori di Roma, che avevano malmenato un gruppo di giovani con la maglietta del cinema America. Nessuna tolleranza per i violenti".
Siccome sono di estrema destra gli aggressori diventano “presunti”, mentre le Ong (sempre assolte dalle accuse) sono definite senza ritegno delinquenti e complici degli scafisti. Quindi il garantismo quando conviene.



E poi, da sottolineare, Salvini non usa mai la parola ‘fascisti’ per indicare gli aggressori o anti-fascisti per definire gli aggrediti.