A forza di dire che il fascismo non è un problema saremo presto circondati

Non il fascismo storico ma i disvalori di quell'esperienza stanno avanzando giorno dopo giorno. Grazie alla perdita delle memoria storia all'infezione anti-democratica

Aggressione fascista ai ragazzi del Cinema America

Aggressione fascista ai ragazzi del Cinema America

globalist 17 giugno 2019
Tante cose sono comprensibili. Gli anni passano, la memoria si affievolisce, l’ignoranza avanza, l’indifferenza anche, e se in questo momento storico qualche governo di destra-destra decidesse di chiamare il 25 aprile non più festa della Liberazione ma - ad esempio - festa della famiglia molti protesterebbero, ma tanti scrollerebbero le spalle.
Quando Capitan Nutella parla di ‘derby’ fascisti-comunisti come qualcosa del passato, pochi riescono a comprendere la portata eversiva e anti-democratica di queste posizioni e, al contrario, pensano che si stia parlando di qualche pagina vecchia di storia che ha, in fin dei conti, rotto le scatole.
Il sentimento antifascista, c’è da ammettere, si è fortemente indebolito per un combinato disposto di fattori, tra i quali - oltre al tempo e alla memoria che svanisce - il continuo e lento sdoganamento del fascismo e, nello stesso tempo, lo sdoganamento dei disvalori fascisti, oggi alla base della ventata reazionaria tutta razzismo, odio, omofobia e spinte liberticide.
Come detto più volte, l’abilità dei fascisti vecchi e nuovi in questi anni è stata anche la menzogna, la disonestà intellettuale e l’ipocrisia. I fascisti dicevano che il fascismo non esiste più. Poi minacce per la legge Fiano che vietava la propaganda fascista. E chissà perché tutti si inalberavano per qualcosa che non esiste più… Le adunate fasciste erano commemorazioni storiche, le messe per Mussolini era pietà umana, le sceneggiate nostalgiche libertà di espressione, i saluti romani non sono mai stati perseguiti più di tanto.
La marea nera è avanzata, l’intolleranza, l’odio razzista hanno fatto il resto.
Reazioni ce ne sono e ce ne sono molte. Ma non bastano di fronte a questa strisciante infezione anti-democratica. A questo si aggiungano settori dell’opposizione molto blandi, convinti che a denunciare fascismo e fascisti si faccia solo il gioco di Salvini.
Forse sì, forse no. Ma non ha importanza. La denuncia e la lotta contro questo nuovo fascismo, contro queste forme di intolleranza, odio e razzismo sono doverose sempre e comunque. E non solo in base ai calcoli politici.
Gli episodi di violenza, le provocazioni, gli atti razzisti, antisemiti e omofobi di gruppi e gruppuscoli dell’estrema destra si susseguono. Ora perfino in pieno centro a Trastevere.
Il fascismo non esiste, il fascismo non è un pericolo. Dicono. Ma a forza di sottovalutare, di minimizzare e di negare presto saremo circondati.
Vogliamo questo?