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Permesso premio al killer di Livatino: in carcere si è avvicinato alla fede

Domenico Pace, condannato all'ergastolo, dopo 27 anni ha potuto brevemente rivedere Palma di Montechiaro. Ora è un detenuto modello che segue un percorso religioso

Rosario Livatino, il giudice ragazzino
Rosario Livatino, il giudice ragazzino

globalist

16 Giugno 2019 - 16.19


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Ogni anno, in occasione, nel giorno dell’anniversario dell’uccisione del giudice Rosario Livatino, fa arrivare una composizione di fiori al cimitero, nella cappella che custodisce le spoglie del “giudice ragazzino”.
Lui è Domenico Pace, uno dei killer di Livatino. Pace, che faceva parte del commando della “Stiddra” incaricata di eliminare il magistrato, tornerà – seppure per poco tempo – al suo paese, Palma di Montechiaro, nell’Agrigentino, non lontano dal luogo dell’agguato.
Domenico Pace – ergastolano – ha ottenuto un permesso speciale dal tribunale di Sorveglianza. La notizia è stata diffusa dal tutore di Pace che ha annunciato con gioia che il cognato tornerà a Palma dopo 27 anni trascorsi in carcere.
Si tratta di un permesso premio per Pace che in carcere si sta comportando bene. Attualmente si trova nel carcere a Sulmona dove sta scontando l’ergastolo e dove ha iniziato un percorso religioso che lo ha avvicinando alla fede. A Dio chiede perdono per quello che ha fatto. Non è un pentito, è un 54enne che sta cercando di ritrovare la sua coscienza attraverso la religione.

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