Amanda Knox in lacrime a Modena: "il gossip mi ha resa colpevole prima del processo"

Ospite del festival delle giustizia penale, la protagonista del caso di Meredith Kercher: "Guede ha ucciso Meredith ma per l'opinione pubblica l'assassina ero io"

Amanda Knox

Amanda Knox

globalist 15 giugno 2019

È molto provata Amanda Knox, a Modena sul palco del Festival della Giustizia Penale, dove è stata invitata per parlare del caso dell'omicidio di Meredith Kercher del 2007, che la vide protagonista insieme a Raffaele Sollecito in quanto indagata e poi prosciolta da tutte le accuse. Ma in questi lunghi anni, racconta Amanda, "ha conosciuto la tragedia e la sofferenza in Italia ed è per questo che l'Italia è diventata parte di me". 
"Il primo novembre 2007, un ladro, Rudy Guede è entrato nel mio appartamento, ha violentato e ha ucciso Meredith. Ha lasciato tracce di dna e impronte. È fuggito dal Paese, processato e condannato. Nonostante ciò un numero importante di persone non ha sentito il suo nome, questo perché pm, polizia e giornalisti si sono concentrati su di me. Giornalisti chiedevano di arrestare un colpevole. Hanno indagato me mentre Guede fuggiva. Non basandosi su prove o testimonianze" ha raccontanto la Knox, che continua: "Sul palcoscenico mondiale io ero una furba, psicopatica e drogata, puttana. Colpevole. È stata creata una storia falsa e infondata, che ha scatenato le fantasie della gente. Una storia che parlava alle paure della gente. Non potevo più godere del privilegio della privacy. La mia famiglia veniva descritta come un clan. Io prima del processo ero sommersa da una montagna di fantasie da tabloid".
A causa dell'intervento dei media "l'inchiesta è stata contaminata. Era impossibile avere per me un processo giusto. L'opinione pubblica non deve rispondere a nessuno, non ci sono regole se non che il sensazionalismo vince: nella Corte dell'opinione pubblica non sei una persona umana, sei un oggetto da consumare". Così Amanda Knox sul palco del Festival della Giustizia Penale nel corso del suo intervento in un dibattito sul tema 'Il processo penale mediatico'.


Ieri, in platea, si era mostrata infastidita per i flash dei fotografi per poi sciogliersi in commozione nel pomeriggio quando ha ascoltato le testimonianze di alcune vittime di errori giudiziari.