Migrantes, mons. Di Tora: "dobbiamo sforzarci di insegnare l'intercultura ai nostri figli"

È stato presentato oggi il rapporto Rim Junior 2019 insieme a al progetto di un videogioco per trasmettere l'idea dell'intercultura e del rispetto

Monsignor Guerino Di Tora

Monsignor Guerino Di Tora

globalist 14 giugno 2019
Monsignor Guerino Di Tora, presidente dell'associazione Migrantes, ha introdotto la presentazione del rapporto Rim Junior 2018-2019, un dossier sull'emigrazione italiana dedicato ai più giovani e curato dalla Fondazione della Cei che ha avuto luogo questo pomeriggio alla Camera: "Sono sempre più numerosi gli italiani che stanno lasciando l'Italia in questi anni. Vanno all'estero per difficoltà economiche, per trovare lavoro. Partono intere famiglie. Partono giovani e giovani adulti, studenti che vanno a frequentare corsi di specializzazione o anni di liceo. Partono gli anziani. Muoversi, oggi, equivale a vivere e arricchirsi anche se, nella maggior parte dei casi, il problema nasce dal motivo che è alla base della partenza, ovvero che alla necessità di partire non equivale il poter scegliere di ritornare". 
La Migrantes, ha quindi, da diversi anni, inteso aprire, accanto ai già consolidati ambiti di ricerca e di intervento, un nuovo fronte di approfondimento e di supporto all'educazione interculturale con specifici strumenti culturali dedicati ai bambini e ai ragazzi. Tra questi "Il Mondo in Gioco. L'intercultura spiegata ai bambini" e il progetto "Amici della Terra. Vivere nel rispetto del Creato che si rivolge al complesso tema del rispetto del Creato a partire dall'Enciclica Laudato sì che Papa Francesco ha dedicato all'attenzione per il mondo e gli esseri viventi".
"Il progetto" spiega ancora il monsignore, "mira a diffondere i valori dell'intercultura, della pace, del dialogo, della tolleranza, della legalità e della convivenza civile, attraverso l'innovazione e le moderne tecnologie di un videogioco educativo. Le prime esperienze di utilizzo dei videogiochi nelle scuole di tutta l'Europa confermano l'aumento della motivazione degli studenti, il miglioramento delle competenze e una personalizzazione del l'apprendimento".
"Con l'avvio e la sperimentazione di questa metodologia di apprendimento - ha spiegato anche mons. Di Tora -, la fondazione Migrantes aspira a contribuire ad una formazione che dia un volto interculturale alla scuola italiana di oggi garantendo a partire dal dettato costituzionale (liberta' di insegnamento e liberta' d'accesso) la trasmissione di valori capaci di convivenza civile e democratica in un contesto sempre piu' plurale, europeista, mondiale".