"Mettiamo paura a Creazzo": i piani di Palamara e Lotti sulla Procura di Roma

Per pg di Cassazione era in atto una "strategia di danneggiamento" del procuratore capo di Firenze. Dal trojan nel cellulare di Palamara pezzi di conversazione sulle strategie

Lotti

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globalist 13 giugno 2019

L'inchiesta fa emergere nuovi elementi. Una “strategia di danneggiamento” del procuratore capo di Firenze, Giuseppe Creazzo, candidato, con Marcello Viola e Franco Lo Voi, a succedere a Giuseppe Pignatone alla guida della procura di Roma. È quella che sarebbe stata prefigurata - come emerge dell’atto con cui il pg di Cassazione Riccardo Fuzio comunica l’avvio dell’azione disciplinare per i togati autosospesi Antonio Lepre, Corrado Cartoni e Paolo Criscuoli e i dimissionari Gianluigi Morlini e Luigi Spina - nella riunione a cui questi consiglieri presero parte con i deputati Pd Luca Lotti e Cosimo Ferri e il pm di Roma Luca Palamara.


Nella riunione, si legge nel documento, “erano delineate e affrontate, anche al fine di una loro enfatizzazione, vicende che concernerebbero il dottor Creazzo, ipoteticamente ostative alla designazione”. 


La Stampa riporta oggi pezzi di conversazione, registrate dal trojan nel cellulare di Luca Palamara durante la riunione del 6 maggio scorso con Lotti, Ferri e i consiglieri del Csm. “Si vira su Viola, sì ragazzi”, dice Luca Lotti, che si rivolge a chi, poi, dovrà muoversi per dentro il Csm per la nomina. “Io strategicamente vi darei il suggerimento di chiudere tra il 27, il 28 il 29″, dice. La Verità aggiunge che Luca Lotti voleva silurare Creazzo in quanto magistrato che indagava sulla famiglia Renzi. 


Il deputato del Pd Luca Lotti “riveste nella discussione ‘programmatica’ della nomina del nuovo procuratore della Repubblica di Roma un ruolo pienamente attivo” si legge nell’atto firmato dal pg di Cassazione, che aggiunge come la frase “si vira su Viola, sì ragazzi” pronunciata da Lotti aggiunge “una nota di inequivoca, indubbia familiarità con gli astanti”.


Tornando ai fatti, la commissione per gli incarichi direttivi, guidata da Gianluca Morlini, uno dei presenti agli incontri - che ieri si è dimesso dal Csm - il 23 maggio ha votato tre proposte: Marcello Viola, Francesco Lo Voi e Giuseppe Creazzo. Su quest’ultimo si concentra l’attenzione di Palamara, Lotti e Ferri. Per loro la sua è una candidatura non gradita, e in più Palamara sa che su di lui, procuratore capo a Firenze, e su un aggiunto, è stato presentato un esposto alla procura di Genova, per una inchiesta sulla sanità di Firenze. Dice Palamara, riferendosi all’esposto: “Ha raccolto tutte le cose che non andavano su questa inchiesta e su Creazzo... Non è una cazzata, voglio dì”. Ferri chiede: “Ma secondo te poi Creazzo se una volta che perde Roma, ci vuole andare a Reggio Calabria”, riferendosi al fatto che è calabrese. E Palamara dice: Gli va messa paura con l’altra storia, no?” E ancora: “Metti paura, dai... Liberi Firenze, no?”.


Al che Lotti Chiede: “Però a Torino, chi ci va?”, riferendosi a un’altra procura vacante, dopo che Armando Spataro è andato in pensione. Uno dei presenti fa notare che Creazzo non ha fatto domanda per Torino. E Lotti: “Se quello di Reggio va a Torino, è evidente che quel posto è libero e quando lo capisce che non c’è più posto per Roma fa domanda... E che se non fa domanda non lo sposta nessuno”.