L'allarme di Serraj per chiedere più soldi: "tra chi fugge dalla Libia potrebbero esserci terroristi"

Il leader del governo fantoccio libico rilancia le tesi di Salvini per battere cassa ai sovranisti europei

Fayez al-Serraj

Fayez al-Serraj

globalist 13 giugno 2019
Fa il gioco di Salvini e dei principali sovranisti europei il leader libico Fayez al-Serraj: perché sostenere, come ha fatto in un'intervista a SkyTg24 Mondo, che "tra i migranti possono nascondersi terroristi e fuorilegge" appare una scusa per battere cassa con chi, in Europa, preme affinché la Libia chiuda a doppia mandata le porte dei lager libici, lasciando i migranti a marcire. 
"L'immigrazione è un incubo per l'Italia e l'Europa in generale" dice al-Serraj, "anche noi siamo molto preoccupati per ragioni umanitarie, economiche e di sicurezza, per la presenza di terroristi e fuorilegge tra i migranti di cui ci ha dato conferma la nostra intelligence". 
"Abbiamo parlato con il vostro governo. In Libia ci sono oltre 800mila migranti, nei nostri centri solo 15mila, proviamo ad aiutarli, ma serve una visione del problema più ampia. Non si può venire qui, girare le immagini di un centro di detenzione e dire che il problema siamo noi" ha affermato il leader libico. Eppure, non si capisce allora chi dovrebbe essere il problema: le parole di al-Serraj sembrano in realtà più confermare che il governo fantoccio della Libia non ha alcun controllo sui centri di detenzione.