Riapertura dei manicomi e castrazione chimica: l'oscuro disegno della Lega

Salvini, senza andare diretto sul punto, parla di una revisione della legge Basaglia e definisce una 'legge di civiltà' quella che riguarda gli stupratori

Un vecchio manicomio

Un vecchio manicomio

globalist 7 giugno 2019
Non ha parlato di riapertura dei manicomi, ma siamo alle premesse per riaprire il discorso e far precipitare l’Italia nel passato più oscuro: Il leader della Lega, Matteo Salvini, vuole prendere in mano il tema della salute mentale. Rispondendo a 'Pomeriggio 5', su Canale 5, a una domanda sul caso di un violentatore recidivo ma in libertà perché incapace di intendere e volere, il vicepremier ha fatto un cenno a una possibile revisione della legge Basaglia.
"I problemi psichiatrici - ha affermato - sono un enorme problema in Italia: avendo chiuso le case di cura e gli ospedali psichiatrici si pensa di aver risolto il problema, invece lo si è lasciato in carico alle famiglie".
"Stiamo ragionando - ha aggiunto - su come mettere in sicurezza queste persone e come togliere questo peso alle famiglie".
"Poi - ha detto ancora Salvini, tornando sul caso del violentatore recidivo - mi chiedo chi sono quei giudici che alla seconda, terza, quarta violenza hanno lasciato che questa persona non andasse in carcere ma per strada, perché questa non è giustizia".
"In tantissimi paesi evoluti d'Europa e del mondo, per pedofili e stupratori, che non sono solo delinquenti ma sono anche malati, si usa la castrazione chimica, che è una pillola e non la forbice, così smettono di farlo per tutta la vita. Oltre che andare in carcere devono anche essere curati, spero che il Parlamento italiano possa approvare questa legge di civiltà".