Il sindaco di Firenze: "Salvini attacca i magistrati? Pensi a lavorare"

Dario Nardella replica al Viminale: "il ministro pretende che i giudici si adeguino alle politiche del governo. Siamo oltre qualunque principio democratico di rispetto della separazione dei poteri".

Il sindaco Nardella e Diye Ndyiae, presidente della comunità senegalese

Il sindaco Nardella e Diye Ndyiae, presidente della comunità senegalese

globalist 5 giugno 2019
Cosa vogliono gli stati autoritari? Aveva una magistratura che sia il braccio armato del potere e che non risponda alle leggi (e alla Costituzione) ma a Re, al Sultano e all’uomo forte di turno.
Ma molti si ribellano: "Salvini fa fare una nota dal suo ministero per attaccare i magistrati fiorentini? Non è una novità che il ministro apra l'ennesimo scontro con altre istituzioni dello Stato. Ma la cosa più sorprendente è che il ministro pretenda che i giudici si adeguino alle politiche del governo. Siamo oltre qualunque principio democratico di rispetto della separazione dei poteri".
Parole del sindaco di Firenze Dario Nardella, che replica al Viminale che, annunciando ricorso contro lo stop alle zone rosse istituite dal prefetto e bocciate dal Tar e contro le sentenze sull'iscrizione all'anagrafe di alcuni migranti, ha messo nel mirino il presidente delle seconda sezione del tribunale ammnistrativo, Rosaria Trizzino, e la giudice del tribunale di Firenze, Luciana Breggia.
"I magistrati fanno i magistrati - aggiunge il primo cittadino- e i politici fanno i politici. Salvini invece di voler sostituirsi anche ai magistrati basterebbe che facesse il suo lavoro e, ad esempio, portasse a Firenze i 250 poliziotti promessi pubblicamente a novembre e mai arrivati o sbloccasse il cantiere della tav di Firenze con il suo amato collega Toninelli. Noi fiorentini siamo un po' stanchi di risse e polemiche e vogliamo dal Governo concretezza e fatti per la nostra città".