Contro violenze e abusi servono codici distintivi per le forze di polizia

Gianni Rufini, direttore di Amnesty International Italia interviene sulle violenze contro il giornalista di Repubblica: "Forza eccessiva e non necessaria"

Il giornalista di Repubblica Origone picchiato dalla polizia a Genova

Il giornalista di Repubblica Origone picchiato dalla polizia a Genova

globalist 24 maggio 2019
Siamo alle solite: pugno duro e il governo che copre politicamente i responsabili. "Ieri a Genova, durante ore di tensione e violenza seguite alla decisione di autorizzare una manifestazione elettorale di Casapound, abbiamo assistito al brutale e inspiegabile pestaggio di un giornalista, Stefano Origone de 'la Repubblica', colpevole solo di fare il suo lavoro. Quel pestaggio è proseguito nonostante Origone si fosse dichiarato operatore dell'informazione ed è cessato solo quando un ispettore di polizia, grazie a un rapporto personale, lo ha riconosciuto".
Lo ha dichiarato Gianni Rufini, direttore di Amnesty International Italia, sottolineando di "apprezzare la decisione del Questore di Genova che si è recato a visitare Origone in ospedale per sincerarsi delle ferite riportate e porgere le scuse".
"Tuttavia, di scuse ne occorrerebbero altre: verso quei manifestanti che, nelle ultime settimane, hanno subito le conseguenze della forza eccessiva e non necessaria impiegata dagli agenti di polizia in occasione di proteste nei confronti di altri comizi elettorali. Resta il problema, evidenziato ancora una volta ieri a Genova, dell'assenza di codici identificativi per gli operatori delle forze di polizia in servizio di ordine pubblico, che Amnesty International Italia - ha concluso Rufini - continua a sollecitare alle istituzioni del nostro paese".