Il comandante della Sea Watch in procura: "Salvare vite non è reato"

Il capitano Arturo Centore ascoltato dai magistrati di Agrigento è l'unico iscritto finora nel registro degli indagati per favoreggiamento dell'immigrazione clandestina.

Sea Watch

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globalist 21 maggio 2019
"Al momento non ho nulla da dichiarare, preferisco parlare prima con i pm". Così Arturo Centore, comandante della Sea Watch, ha dribblato i cronisti che lo attendevano all'ingresso della procura della Repubblica di Agrigento, dove il procuratore aggiunto Salvatore Vella lo interroga in qualità di indagato per l'ipotesi di reato di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina, dopo il soccorso prestato ad un gommone carico di migranti trasportato a Lampedusa.
Centore, che è arrivato insieme ai suoi difensori, gli avvocati Alessandro Gamberini e Leonardo Marino, oltre ad alcuni rappresentanti di Sea Watch, è al momento l'unico indagato dell'inchiesta che sta generando uno scontro acceso fra magistratura e politica per la decisione della procura di Agrigento, capitanata da Luigi Patronaggio, di consentire lo sbarco dei migranti rimasti a bordo in occasione del sequestro.
"Oggi, alla procura di Agrigento, verrà ascoltato il capitano della Sea Watch 3. Al nostro comandante Arturo l'abbraccio e il sostegno dell'equipaggio e di tutta Sea Watch". Lo scrive su Twitter la Sea-Watch in merito all'interrogatorio del capitano della nave sequestrata. "Salvare vite - conclude il post - non è reato". Il capitano della Sea Watch 3 è finora l'unico iscritto nel registro degli indagati, come spiega l'avvocato Alessandro Gamberini, , anticipando la linea di difesa: "Dimostreremo che è stato un intervento necessitato".