Padre Spadaro: "I cristiani si indignino per l'uso politico di rosari e crocifissi"

Il direttore di Civiltà Cattolica dopo la pagliacciata di Salvini: "La coscienza cristiana dovrebbe sussultare con sdegno e umiliazione nel vedersi così mercanteggiata e blandita"

Papa Francesco e padre Antonio Spadaro

Papa Francesco e padre Antonio Spadaro

globalist 19 maggio 2019
Spacciatori di odio e razzismo che si nascondono dietro il Vangelo, il rosario, la Madonna e che, a tutti gli effetti, sono dei veri e propri blasfemi nominando il nome di dio invano.
Padre Antonio Spadaro, direttore della rivista dei gesuiti Civiltà Cattolica no ha digerito il comizio di Salvini.
Ha detto: "Rosari e crocifissi sono usati come segni dal valore politico, ma in maniera inversa rispetto al passato: se prima si dava a Dio quel che invece sarebbe stato bene restasse nelle mani di Cesare, adesso è Cesare a impugnare e brandire quello che è di Dio".
Ha poi aggiunto il direttore di Civiltà Cattolica: "Vorrei aggiungere io stesso una riflessione alle varie che il mio post ha suscitato. Ascoltare il nome di Dio e di Maria non deve fare esultare l'animo religioso sempre e comunque. Infatti "Non nominare il nome di Dio invano" ci chiede di non usare il nome di Dio per i propri scopi. La coscienza critica e il discernimento dovrebbe aiutare a capire che non è un comizio politico il luogo per fare litanie (e in nome di valori che col Vangelo di Gesù nulla hanno a che fare). Ciascuno può valutare le intenzioni e farsi la propria opinione. Tuttavia è chiaro che l’identitarismo nazionalista e sovranista ha bisogno di fondarsi anche sulla religione per imporsi. Ha trovato questa carta della strumentalizzazione religiosa (in Italia come altrove nel mondo, sia chiaro: non siamo originali in questo!) come adatta e la usa. La coscienza cristiana, a mio avviso, dovrebbe sussultare con sdegno e umiliazione nel vedersi così mercanteggiata e blandita. Si facciano i propri discorsi, ma davanti a Dio bisogna togliersi i sandali".