La migrante della Sea Watch racconta le atrocità in Libia: "In prigione con il mio bambino"

Un video raccolto a bordo della nave della Ong con il racconto della donna ghanese e delle sue sofferenze

La migrante del Ghana racconta dalla Sea Watch l'inferno della Libia

La migrante del Ghana racconta dalla Sea Watch l'inferno della Libia

globalist 18 maggio 2019
Un racconto - purtroppo - simile a tanti altri: violenze, soprusi, ricatti, abusi. Poco prima di essere sbarcata a Lampedusa la migrante salvata da Sea Watch ha brevemente raccontato la sua storia: lei è una ragazza del Ghana ed il figlio di un anno è nato in Libia, mentre lei era detenuta.
La donna è stata più volte catturata e ogni volta la polizia chiedeva soldi per il rilascio. Una storia di soprusi e disumatina
Ha spiegato Sea Watch: “Prima del trasbordo, D. ha voluto raccontarci le atrocità delle prigioni in #Libia, dove è stata più volte catturata con suo marito e suo figlio di solo 1 anno. Le famiglie ieri sono state fatte sbarcare ma a bordo di #SeaWatch rimangono 47 naufraghi privati dei loro diritti”.