L'Anpit presenta il suo 'Manifesto per una nuova Europa'

Ha avuto luogo presso la Sala ‘Caduti di Nassirya’ di Palazzo Madama la conferenza stampa di presentazione del ‘Manifesto per una nuova Europa’ promossa da ANPIT

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16 Maggio 2019 - 17.45


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Oggi, giovedì 16 maggio, a partire dalle ore 15:30 presso la Sala ‘Caduti di Nassirya’ di Palazzo Madama si è tenuta la conferenza stampa di presentazione del ‘Manifesto per una nuova Europa’ promossa da ANPIT (Associazione Nazionale per l’Industria e il Terziario).

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Il dibattito sull’assetto istituzionale dell’Unione Europea è stato aperto da Federico Iadicicco, Presidente Nazionale di ANPIT: “Il processo di integrazione europea è destinato a fallire in questo modo, c’è bisogno dell’Europa. L’Unione manca di un soggetto politico che abbia un valore istituzionale importante. Il nostro manifesto è un punto di partenza per riscrivere le istituzioni europee partendo dall’idea di una confederazione di stati piuttosto che dal modello attuale di Unione. Serve un assetto istituzionale coerente affinché si possano dare risposte valide sul piano sociale ed economico e l’Unione Europea possa rappresentare un’opportunità per i cittadini”.

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Il Presidente ANPIT Iadicicco ha poi presentato il ‘Manifesto per una nuova Europa’ illustrando i punti che lo compongono: “La crescita economica dell’Eurozona sia strettamente connessa ad una riforma delle istituzioni che rimetta al centro il ruolo della politica. La nostra idea è quella di una Confederazione europea, un Parlamento con pieni poteri legislativi che elegga un governo titolare dell’indirizzo politico. Pensiamo che l’Europa debba fare meno cose rispetto a oggi e limitare il suo raggio di azione alle materie di interesse comune: difesa, sicurezza, energia, mercato interno, politiche di coesione. Di tutto il resto devono occuparsene gli Stati membri. Proponiamo infine di rivedere le funzioni della Bce per trasformarla in una vera banca centrale, prestatore d’ultima istanza, e istituire un fondo speciale europeo per mettere al sicuro i debiti pubblici degli Stati dagli attacchi speculativi. Senza una politica forte che torni alla guida dei processi sociali in Europa, sarà difficile proteggere le nostre economie dalla speculazione e le nostre democrazie dalle derive oligarchiche”.

 

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In seguito, a prendere la parola è stata la senatrice Anna Cinzia Bonfrisco, candidata per la Lega: “La distanza che c’è oggi tra l’Europa ed i suoi popoli, in occasione del rinnovo del parlamento europeo, può trasformarsi in una forza di cambiamento propulsiva visto l’esaurimento dell’idea di una vecchia Europa che ha prodotto risultati che sono sotto gli occhi di tutti. Ci serve un’Europa che si faccia carico, con la sua dimensione e la sua cultura, di rispondere alle sfide dalla modernità come la globalizzazione e la forza di altri mercati. Negli ultimi venti anni è stato impoverito il tessuto socio-economico, è stato impedito ai nostri figli di avere le stesse opportunità che abbiamo avuto noi”.

 

“A differenza di altre forze politiche populiste, noi pensiamo si debba prima pensare alla questione italiana” – ha dichiarato, invece, il candidato di Forza Italia Giovanni Paolo Bernini – “È necessario comportarsi bene a scuola per poter poi criticare gli insegnanti. L’Europa sarà sicuramente cambiata, ma le forze politiche devono unirsi per far capire all’Unione che così non va. Credo in un’Europa dei popoli che si occupi meno di economia, ed in un gruppo parlamentare italiano che abbia a cuore l’interesse dell’Italia nel nostro continente. Il nostro Paese senza l’Europa non può andar lontano. Per diventare cittadini europei dobbiamo ascoltare prima le richieste dei cittadini italiani”.

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Infine, la conferenza è stata conclusa dall’intervento di Olimpia Troili, candidata del Partito Democratico: “I governi ad oggi non condividono un progetto per l’idea futura di Europa. Tra gli stati membri non c’è abbastanza fiducia ed i rischi, in questo modo, non vengono condivisi. Fino a quando non si troverà il coraggio politico di condividerli, vivremo in una condizione di pericolo perenne”.

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