I fascisti di Azione Frontale minacciano il sacerdote di Migrantes: "Zecca comunista"

Don Giacomo Martino agli occhi dei fascisti è 'colpevole' di aver riaperto il centro di prima accoglienza 'Villa Ines'

Don Martino

Don Martino

globalist 13 maggio 2019
In tutta Italia, i fascisti ogni giorno stanno superando sempre più limiti, andando anche contro quelli che un tempo erano considerati intoccabili come la Chiesa. Ma negli ultimi giorni Don Giacomo Martino, parroco di San Tommaso e responsabile diocesano di Migrantes, si è visto comparire sulla sua pagina facebook una serie di insulti provenienti dalla formazione fascista genovese di Azione Frontale. 
"Zecca Comunista" e "infame" sono tra i più leggeri che Don Martino ha letto sulla sua bacheca, il tutto per aver riaperto il centro di prima accoglienza 'Villa Ines' a Struppa, rispondendo a una richiesta della Prefettura, in difficoltà nella ricollocazione dei migranti dopo il giro di vite imposto dal decreto Salvini.
Il post risale al 9 maggio scorso, ma la notizia è balzata agli onori delle cronache solo oggi, dopo che hanno iniziato a circolare in rete i pesanti insulti rivolti al prelato. Don Giacomo viene accusato di portare avanti "la sua politica antifascista ma soprattutto anti-italiana. Un prete non deve fare politica e lucro su un'immigrazione che serve solo a far mangiare chi la gestisce. Ci sono tanti cristiani italiani che hanno un concreto bisogno di aiuto. Basta pensare ai finti profughi. Basta razzismo verso il proprio popolo".
Si moltiplicano i messaggi di solidarietà al sacerdote. Fra i primi a condannare l'episodio, la deputata ligure Raffaella Paita: "Gruppi come Azione Frontale, che si ispirano al neofascismo devono essere immediatamente sciolti. Questo è un Paese democratico che condanna ogni forma di violenza e l'apologia al fascismo. Non possiamo consentire che gruppi di violenti possano sentirsi autorizzati ad agire in questo modo criminale".
La Cgil regionale si dice "sempre dalla sua parte, dalla parte dei più deboli e della democrazia". Piena solidarietà e vicinanza anche dalla Camera del lavoro di Genova. Il capogruppo di Rete a sinistra, Gianni Pastorino, definisce l'accaduto "intollerabile: a fronte di fatti del genere non basta la riprovazione o la censura delle istituzioni. Qui c'è materia per magistratura e forze dell'ordine. Alla faccia del nostro ministro dell'interno e delle forze politiche di centrodestra, che affermano che in Italia non esistano nè il pericolo fascista né gli atteggiamenti razzisti".
Ma anche la capogruppo della Lega in consiglio comunale, Lorella Fontana, prende le distanze dagli insulti: "Come gruppo consiliare della Lega esprimiamo solidarietà e prendiamo le distanze dagli insulti e dagli epiteti poco lusinghieri a cui è stato oggetto don Giacomo Martino sulla pagina di Azione Frontale Genova. Nonostante spesso ci siamo trovati in disaccordo con le sue idee e con le sue politiche legate all'accoglienza, non ultimo il caso dei migranti a Struppa, riteniamo che non debba mai mancare il rispetto reciproco".
Dal canto suo, don Giacomo si limita a dirsi disponibile "a incontrare queste persone. Il 'leone da Facebook' poi diventa una persona che impara a confrontarsi e non fa queste scenette". Il sacerdote non ha intenzione di sporgere denuncia: "I toni non vanno bene ma preferisco che se la prendano con me piuttosto che con chi è piu' inerme e fragile". Intanto, Azione frontale prova a difendersi: "Forse non vi siete accorti che gli insulti sono arrivati dai commenti dei cittadini", scrivono i responsabili della pagina in un altro commento al post