Don Bellentani: "Da Forza Nuova un'azione grave contro il Papa"

Il sacerdote di Modena attento ai bisogni degli ultimi elogia l’elemosiniere del Papa padre Konrad. "Il suo gesto ci dice che esiste una legge di aiuto alle persone che viene prima di tutto".

L'elemosiniere del Papa padre Konrad Krajewski e Francesco

L'elemosiniere del Papa padre Konrad Krajewski e Francesco

Desk 13 maggio 2019
di Stefano Miliani

L’elemosiniere del Papa Konrad Krajewski a Roma ha riallacciato l’elettricità in un edificio occupato da 400 persone, con un centinaio di piccoli. Ha sfidato la legge annunciandolo alle autorità e alla società stessa. Come la vede don Fabio Bellentani, sacerdote della parrocchia del Gesù Redentore a Modena che sul fronte del sostegno ai poveri, ai migranti, ai meno fortunati poggia la cifra del suo magistero e dell’azione pratica? «Sì ha sfidato la legge, immagino abbia agito su invito del Papa stesso o comunque il Pontefice era d’accordo. Se poi lo abbia incaricato questo non lo so e non posso saperlo».

Don Fabio, cosa ci dice questo gesto di padre Konrad?
Al di là dell’aspetto della legalità, questo gesto ci dice che esiste una legge di aiuto alle persone che viene prima di tutto. Quando ci sono persone private delle primarie condizioni elementari di vita come in questo caso bisogna intervenire. È giusta la legalità, è giusto pagare i servizi, ma qui si lasciavano al buio e al freddo quelle persone bambini compresi o si interveniva. Non è un gesto ordinario ma ci ricorda che non possiamo far finta di niente come Chiesa e come società civile.
Padre Konrad rischia di essere denunciato.
Immagino rischi una denuncia.
Proprio ieri, domenica, Forza Nuova ha issato striscioni in Vaticano in cui paragonava Papa Bergoglio a Badoglio, il maresciallo che annunciò l’armistizio con le Forze Alleate l’8 settembre 1943 e che i fascisti reputano un traditore. Il clima di odio arriva perfino alle piazze del Vaticano.
È deprecabile innanzi tutto che siano intervenuti durante le preghiere dell’Angelus. Pur se non hanno commesso violenze fisiche questo atto è da equiparare a una violenza verbale e verso il Papa e verso chi pregava. È molto grave. L’altro aspetto è vedere chi c’è dietro. Parliamo di movimenti estremisti che agiscono in preda a ideologie fuorvianti. Bisogna ricordare cos’è l’ideologia neofascista e che la Costituzione parla chiaro, il partito fascista non può essere riformato.
Com'è possibile che quei manifestanti abbiano potuto issare tranquillamente uno striscione simile in una zona sorvegliatissima, piena di polizia e di auto della polizia per ragionevoli ragioni di antiterrorismo?
Bisognerebbe chiederlo alle autorità di polizia. Anche questo fatto lascia esterrefatti. Quella non è una piazza nascosta. Noto anche che nelle foto i manifestanti hanno fatto cancellare loro volti: se compiono questi gesti devono esporsi, così è una vigliaccata, è un gettare il sasso e nascondersi: dovevano avere almeno il coraggio di vedere le loro foto comparire sui giornali.
È indice di un clima difficile.
È un clima molto pesante e fa leva sulla povertà.
Non c’è anche egoismo? E propaganda? Possiamo dire di conoscere persone che condividono la linea di Salvini e non saranno benestanti ma non sono certo povere, hanno un lavoro, una famiglia.
L’egoismo c’è sempre ed è radicato nella natura della persona. Allo stesso tempo oggi vediamo un soffiare sulle paure facendo forza sulle difficoltà economiche al di là di chi vive in povertà o meno. È qualcosa su cui dobbiamo interrogarci. C’è molta propaganda politica che alimenta le paure dell’altro, del diverso. La povertà più grossa è culturale, è non aver fornito alle persone gli strumenti per discernere quello che è vero e quanto è frutto di falsità e di propaganda politica. Le persone non hanno sempre i mezzi per dire che una cosa è vera e un’altra frutto di propaganda.