Fra Biagio Conte alla seconda settimana di digiuno perché il ghanese Paul non sia espulso

Il sindaco di Palermo Leoluca Orlando e l'arcivescovo Corrado Lorefice hanno fatto visita al missionario laico che da anni si occupa degli ultimi

Biagio Conte

Biagio Conte

globalist 12 maggio 2019

Quattordicesimo giorno di digiuno e tanta, tanta solidarietà. Biagio Conte, il missionario laico di Palermo continua la sua protesta contro la minacciata espulsione di Paul, un giovane africano da tempo integrato in città. Biagio Conte prosegue la sua protesta provato nel fisico, già sofferente, ma con un largo sorriso in viso, incoraggiato dalla testimonianza di Don Puglisi. Biagio sta protestando proprio nei luoghi dove la mafia uccise il prete degli ultimi.
Mentre Frà Biagio digiuna, si fa più lunga dei singoli e delle associazioni che aderiscono all'appello per unirsi alla protesta del missionario.
Il sindaco di Palermo Leoluca Orlando e l'arcivescovo Corrado Lorefice hanno fatto visita a Biagio Conte. "La Chiesa e le istituzioni si stringono attorno a Biagio Conte che dà voce all'uomo invisibile", han detto Orlando e Lorefice "In una Palermo che non dimentica nessuno".
E' stato dopo che il decreto di espulsione è arrivato a Paul, ospite da dieci anni nella missione Speranza e Carità a Palermo,che Biagio Conte ha deciso di scendere in strada a digiunare per opporsi a quella che ritiene «una palese ingiustizia». Si è così arrivati al quattordicesimo giorno di questa protesta in un luogo simbolo della città, piazza Anita Garibaldi, dove - appunto - abitava don Puglisi e dove il sacerdote venne ucciso. In 10 anni di permanenza nell'Italia Paul non ha mai commesso un reato e si è speso per gli altri. Da qui l'appello a tutte le istituzioni e allo stesso Capo dello Stato, Mattarella.
Paul Yaw Aning, 51 anni, è un migrante irregolare, con permesso di soggiorno scaduto che non è stato possibile rinnovare, finito così nelle maglie della giustizia italiana. Paul arriva in Italia 17 anni fa, a Bologna, per lavorare in fabbrica. Poi la crisi, la chiusura dell’azienda.
Dieci anni fa il giovane ghanese si trasferisce a Palermo, trovando ospitalità nella missione "Speranza e Carità" di Biagio Conte. Paul diventa uno dei principali collaboratori di Biagio. E' idraulico e diventa un prezioso riferimento delle tante cose da fare quotidianamente in una struttura che ospita oltre mille senzatetto. Poi, l'arrivo del decreto di espulsione, cieco e impietoso.
Decreto emesso dal prefetto e da un provvedimento di accompagnamento alla frontiera firmato dal questore, decisioni convalidate il 26 aprile dal giudice di pace.
Caduto nelle maglie della giustizia perché sembra che Paul sia stato raggirato da una onlus disposta a firmare contratti di lavoro fittizi.
Accanto a Biagio, nella sua protesta, un supporto legale, quello dell'avvocato Giorgio Bisagna, presidente dell’associazione Adduma (Avvocati dei diritti umani), esperto di vicende di questo genere. Ricorso al Tar sul secondo diniego al permesso di soggiorno e uno al giudice di pace sulla misura coercitiva. Biagio non ha paura di una eventuale denuncia per favoreggiamento della immigrazione clandestina, almeno l’80 per cento degli ospiti della missione in via Decollati è a rischio di espulsione per decadenza del permesso di soggiorno per motivi umanitari o per altre restrizioni portate dal decreto Sicurezza. 


La visita di Claudia Koll


L'ex attrice Claudia Koll ha fatto visita oggi pomeriggio al missionario laico Biagio Conte, in sciopero della fame da due settimane, per protestare contro il decreto di espulsione di Paull, un idraulico ghanese che da dieci anni viva nella Missione Speranza e Carità di Palermo. Claudia Koll, fondatrice dell'associazione onlus 'Le opere del Padre' ha pregato con fratel Biagio per "un'apertura dei cuori all'accoglienza"