Femminicidio: Imen uccisa per aver rifiutato le avances del suo assassino

Le telecamere di sorveglianza hanno ripreso la morte di Imen Chatbouri, l'ex campionessa tunisina di atletica. Buttata giù da ponte Sisto da un uomo che la seguiva dopo un incontro in un bar

Imen Chatbouri gettata da Ponte Sisto

Imen Chatbouri gettata da Ponte Sisto

globalist 10 maggio 2019
Le indagini sono a buon punto: un femminicidio perché aveva rifiutato le avances di quello che sarebbe diventato di lì a poco il suo assassino.
Imen Chatbouri, l'ex campionessa tunisina di atletica di 37 anni trovata morta all'alba del 2 maggio a Roma sulla banchina del Tevere, sarebbe stata uccisa per essersi opposta alle avances del suo assassino. La pista seguita dagli inquirenti si è concretizzata dopo l'analisi dei video registrati dalle telecamere di sicurezza la notte dell'omicidio. La vittima e il killer avrebbero passato la serata insieme in un bar di piazza Venezia.
La polizia, che in un primo momento ha pensato a un suicidio, indaga ora per omicidio premeditato. Nel mirino degli inquirenti c'è un uomo, di cui non è stata rivelata l'identità, che si sarebbe vendicato per essere stato respinto da Misciù, nomignolo con cui era conosciuta la 37enne. 
In base alla ricostruzione, il sospettato avrebbe trascorso la serata con la donna in un locale di piazza Venezia, per poi continuare a seguirla fino a Ponte Sisto, distante poco più di un chilometro.
Qui l'avrebbe afferrata per le caviglie e gettata sulla banchina del fiume Tevere. Commesso l'omicidio, si sarebbe poi avvicinato al corpo per sottrarre dalla scena il cellulare e metterle la borsa della palestra sotto la testa.
Dopo aver escluso l'ipotesi di un suicidio, mai avvalorata dalla famiglia della vittima, gli investagatori avevano interrogato il fidanzato di Imen, immediatamente scagionato perché la sua corporatura non corrispondeva a quella dell'uomo ripreso dalle telecamere di videosorveglianza.