Un filo nero lega i fascisti di ieri e di oggi, lo stupro

Ieri lo squadrista di CasaPound che in un quartiere di Roma vigliaccamente lo ha minacciato ad una mamma.

Saluto romano

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Onofrio Dispenza 8 maggio 2019
Per una lettura, anche giudiziaria, dell'arcipelago fascista, sarebbe utile investigare sullo stupro. Parola, crimine che ricorre nella bocca e nelle gesta dei nuovi squadristi. Ieri lo squadrista di CasaPound che in un quartiere di Roma vigliaccamente lo ha minacciato ad una mamma.
Ancor prima i due di Viterbo, in un luogo nella disponibilità di CasaPound che - se si indaga - magari ci saprà dire di altri episodi, ci racconterà tant'altro, ci suggerirà altri nomi, di vittime e di carnefici. Sempre a Viterbo, nelle pagine Facebook dell'esemplare papà di uno dei due ragazzotti accusati di aver picchiato e violentato, una vera e propria collezione di fatti di cronaca legati a violenze sessuali, soprattutto quando i carnefici erano stranieri e/o immigrati.
Il papà del giovane CasaPound scartava sistematicamente dalla sua collezione i tanti stupri di "bianchi" e italiani che violentavano magari in famiglia. Si, la famiglia, quella che i fascisti e i nemici giurati di papa Francesco fanno girare e rigirare nella loro bocca come fosse il wc nel momento in cui un vortice d'acqua manda tutto giù. Senza andare tanto in là nel tempo, alle radici di questo nostro neofascismo contemporaneo, senza risalire al massacro del Circeo ad opera di giovani fascisti romani, senza risalire al sequestro e alla violenza di Franca Rama, lo stupro appare un diktat politico interno, un impegno nell'adesione, una parola d'ordine, un passaggio imprescindibile della militanza fascista.
Un elemento di modifica della naturale natura umana. Un elemento che consente il passaggio dall'umanità ad una "bestialità° che non fa giustizia alle bestie. Metodo di violenza e oppressione, di punizione e ancor prima di intimidazione. Su questo penso debbano indagare i magistrati, andando a scovare nei "cattivi maestri" i mandanti di questo puzzle della violenza. Contro donne ed omosessuali. Lo stupro come elemento didattico, come pratica quotidiana, anche solo verbale, lo stupro come "cultura". Fuori ed anche in famiglia. Ricordo il bellissimo film di Ettore Scola, "Una giornata particolare", protagonisti straordinari Marcello Mastroianni e Sofia Loren. Roma, la città radunata sotto il balcone del Duce. Tutti o quasi, tranne loro. La Loren sposata ad un laido piccolo gerarca che sostanzialmente la "stuprava" ogni giorno, sesso senza sentimenti, solo per marcare il territorio, per stabilire ogni momento del giorno la proprietà sulla donna, la sua donna.
E lui, Marcello, a far luce nelle brutte giornate tutte uguali e buie della donna, "manichino" per il sesso, macchina per fare figli. Marcello, un gay che le regala l'amore e la fa sentire donna per la prima volta in vita sua. Film bellissimo. che ci dice tanto sull'idea fascista dell'uomo, della donna. Film attuale nel messaggio.
Ai magistrati, dunque, il suggerimento - se mai ne avessero bisogno . di indagare su questo filo nero che è l'idea dello stupro; filo nero che unisce nel tempo i fascisti e tra loro i fascisti contemporanei. Per il resto, il problema è sociologico, medico, psichiatrico. Legato all'analisi dei movimenti di massa, all'esplorazione della mente nelle sue patologie, all'analisi delle turbe sessuali, agli impulsi violenti.