Lo stupro spiegato a scuola

Ieri ero in un liceo artistico vicino a Cagliari. Ho incontrato una prima, una seconda e una terza. Ho parlato per tre ore, anzi ho risposto per tre ore alle loro domande.

Un frame de La ciociara

Un frame de La ciociara

Claudia Sarritzu 8 maggio 2019
Non è mai bello parlare di certi argomenti. Hanno 14, 15, 16 anni. Vorremmo fossero spensierati, si sentissero sicuri e al sicuro. Ma il mondo fuori dal loro nido è qualcosa che devono imparare subito a conoscere, interpretare e capire. Sì, capire. La consapevolezza prima di tutto, perché va bene conoscere i Promessi sposi, ma oggi è tutto più complesso e la scuola dovrebbe anche insegnare a leggere un giornale online a capirne i meccanismi, le regole che governano oggi l'informazione che non informa ma bombarda. 
Ieri ero in un liceo artistico vicino a Cagliari. Ho incontrato una prima, una seconda e una terza. Ho parlato per tre ore, anzi ho risposto per tre ore alle loro domande. Abbiamo discusso di narrazione della violenza, abbiamo imparato a diffidare degli stereotipi, a chiederci davanti a un titolo di un giornale o al testo di una canzone rap se ci sono contenuti sessisti. Abbiamo anche discusso sulla proposta di legalizzare la prostituzione, sul concetto di scelta e autodeterminazione della donna. Ci siamo confrontati sull'importanza delle parole e sulla necessità di un femminismo del terzo millennio. Ho anche spiegato loro che la castrazione chimica non serve per limitare i casi di stupro. Ho cercato di spiegare che lo stupro non è un atto di libidine come alcuni politici voglio far credere, ma un abuso di potere. Sia nei casi singoli che di gruppo, sia nelle situazioni private che in quelle pubbliche, pensiamo allo stupro come arma di guerra. 
E' usato come punizione da sempre. Come mezzo per dimostrare la propria superiore forza fisica o semplicemente di posizione, il potere appunto. 
Hanno capito subito perché una castrazione chimica (che per essere costituzionale dovrà essere sempre volontaria e temporanea) non risolverebbe alcun problema.
Come vedete, se la gente fosse informata non crederebbe alle idiozie propagandistiche di alcuni politici. 
Come il raptus nel femminicidio, non esiste neppure l'incontenibile desiderio. (Ovvio che ci sono anche casi riconducibili a malattie psichiche, ma questo tema lo lascio sviluppare a un medico) 
Una ragazza mi ha chiesto se era vero che gli stupri di gruppo sono considerati meno gravi perché si crede che la ragazza spesso sia consenziente. 
In quell'istante ho capito che il messaggio che passa ai più giovani è esattamente questo: che le donne se la vanno a cercare e che chi ci fa del male non pagherà per quanto fatto. 
Su questa domanda di una sedicenne dovremmo tutti riflettere. Media, politici e giustizia. Perché le donne devono vivere con la paura? 
Torno a casa e i giornali pubblicano il video di un'attivista di Casapound che urla a una donna bosniaca che stava entrando in casa a Casal Bruciato: 'ti stupro, troia'. La donna portava in braccio una bambina, sua figlia. 
Oggi credo che i ragazzi e le ragazze abbiano capito che la violenza sessuale, anche quando è minacciata, è uno dei tanti modi che alcuni maschi usano per annientarci. 
Un abuso di potere, punto.