Siri sceglie la non trasparenza: non risponderà alle domande del pm

Il sottosegretario indagato per corruzione si avvarrà della facoltà di non rispondere e ipotizza di depositare una memoria. Politicamente è una scelta discutibile

Siri

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globalist 7 maggio 2019
Da un punto rivista procedurale ne ha tutto il diritto. Ma dal punto di vista politico, ossia di un sottosegretario di governo con gravi sospetti alle spalle, la scelta è molti discutibile: se sarà chiamato per un interrogatorio, Armando Siri si avvarrà della facoltà di non rispondere. Lo ha fatto sapere lo stesso sottosegretario alla procura di Roma, spiegando che invece sarebbe disponibile a presentarsi per rendere dichiarazioni spontanee e depositare una memoria. Intanto restano poco più di 24 ore per trovare un accordo, per quanto sembri difficile, tra M5s e Lega per evitare che mercoledì in Cdm si vada ad una "conta".
E' fissato invece per il pomeriggio l'interrogatorio di Paolo Arata in procura. L'imprenditore accusato di avergli offerto 30mila euro in cambio di un emendamento per favorire l'eolico dovrà probabilmente chiarire al procuratore aggiunto Paolo Ielo e al sostituto Mario Palazzi proprio cosa sta dietro quella mazzetta. Ed è probabile che gli vengano fatte domande anche su altre pressioni emerse da alcune intercettazioni per far entrare Siri nel governo.