Sos: votate chi vi pare, ma andate a votare

In vista delle elezioni del 26 maggio è più importante che mai che tutti vadano a votare, per capire cosa siamo diventati come paese

Elezioni

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David Grieco 2 maggio 2019
Giorno dopo giorno, la nostra vita sta diventando una impensabile saga horror di quelle interminabili, che per stare a galla diventano sempre più raccapriccianti.
Questo incubo quotidiano dal quale non riusciamo a svegliarci è puntualmente accompagnato da sondaggi elettorali che cambiano di giorno in giorno segnando differenze sempre minime, in un senso o nell'altro.
È questo quell'eterno, inquietante presente, sempre orfano sia del passato sia del futuro, di cui parliamo da anni.
Non so voi, io non riesco più a seguire questi sondaggi. Mi pare che non abbiano alcun senso. Perché ad esprimere le proprie intenzioni è soltanto la metà degli italiani, e anche quella metà spesso dichiara il falso per fare dispetto ai sondaggisti quando a rispondere ai tanti sondaggi online non sono addirittura profili falsi, robot, algoritmi.
Notando il legame sempre più forte, forse indissolubile e lungamente premeditato, di Matteo Salvini con i cosiddetti fascisti del Terzo Millennio, ci è capitato spesso di pensare "tanto peggio, tanto meglio". Tutti gli italiani dovrebbero ormai poter accorgersi che l'Italia si sta incamminando sulla strada del ventennio mussoliniano con conseguenze già molto, molto evidenti. All'estero lo hanno capito pure i ciechi e i sordi. Nel nostro paese a quanto pare ancora no.
Fra 20 giorni si vota. Sia per l'Europa, sia per le consultazioni amministrative in tante città italiane.
Sarebbe ora di capire se l'Italia vuole ridiventare, un secolo dopo, un paese fascista. La devastante e militaresca propaganda di Matteo Salvini vuole dimostrare proprio questo e riesce a farlo quotidianamente grazie ai suoi legami nazionali e internazionali più che loschi e a montagne di denaro di incerta provenienza.
Per poterlo capire, dobbiamo chiedere ogni giorno, da qui al 26 maggio, al Partito degli Astenuti, partito di gran lunga maggioritario in Italia, di pronunciarsi.
Il 26 maggio dobbiamo assolutamente andare, o meglio tornare, tutti a votare. Che ognuno voti pure chi vuole, anche quei partiti che non potranno mai superare le soglie di sbarramento, ma stavolta dobbiamo andare tutti a votare.
Comunque vada, nessun voto sarà un voto buttato. Perché solo così potremo finalmente capire chi diamine siamo diventati noi italiani brava gente.