Ilaria Cucchi sul palco del Concertone: "La battaglia della mia famiglia è per tutti"

La sorella del giovane geometra romano morto nel 2009 ricorda il fratello: "Abbiamo dimostrato che non bisogna mai smettere di indignarsi". Il pubblico urla: "Stefano, Stefano"

Ambra e Ilaria Cucchi

Ambra e Ilaria Cucchi

globalist 2 maggio 2019
Dal palco del Concertone del Primo Maggio a Roma Ilaria Cucchi ricorda suo fratello Stefano, il giovane geometra romano morto nel 2009 dopo un violento pestaggio all'interno di una caserma dei carabinieri, dove era stato condotto in seguito a un fermo.
"Stefano non era nessuno e di lui non importava niente a nessuno - continua Ilaria, commossa quando in migliaia nella piazza hanno gridato il nome del fratello - sentire il suo nome gridato qui in questa piazza significa che la battaglia che abbiamo portato avanti in questi anni non è stata inutile, abbiamo aperto un varco. Forse oggi abbiamo dimostrato che non bisogna mai smettere di crederci, mai smettere di indignarsi, mai cedere al pregiudizio, mai voltarsi dall'altra parte".
Su uno schermo gigante viene poi mostrata la foto di Ilaria in lacrime,  scattata il giorno della pronuncia della sentenza che assolveva tutti per insufficienza di prove. "Quella non era la nostra sconfitta  - continua Ilaria Cucchi, con indosso una maglietta con la scritta 'sulla mia pelle, sulla pelle di tuttì - ma era la giustizia che ammetteva il suo fallimento. Stefano Cucchi non era caduto dalle scale ma era stato violentissimamente pestato e di quelle percosse è morto". 
"In questa storia hanno perso tutti. Ma è una vicenda che umanamente ha fatto succedere qualcosa: c'è un prima e un dopo Ilaria", ha aggiunto la conduttrice Ambra Angiolini, che precedentemente ha dovuto placare il pubblico di piazza San Giovanni che ha intonato cori contro la polizia.
"I diritti umani non sono mai e per nessun motivo sacrificabili", ha concluso Ilaria. Il coconduttore Lodo Guenzi ha poi citato le parole dei genitori di Federico Aldrovandi, il diciottenne morto anche lui nel 2005 dopo un fermo da parte della polizia, che da Ferrara hanno mandato un messaggio: "Salutiamo con il cuore tutta la gente del Primo Maggio, diamo un abbraccio enorme a chi non si arrende per le ingiustizie". Ilaria Cucchi ha risposto ringraziando la famiglia Aldrovandi: "È partito tutto da Ferrara".