L'appello di Biagio Conte per un immigrato che rischia l'espulsione: "non ha mai fatto niente di male"

Il missionario laico fondatore della missione Speranza e Carità ha annunciato che inizierà uno sciopero della fame per assicurare giustizia all'uomo

Biagio Conte

Biagio Conte

globalist 29 aprile 2019
Paul è un ghanese di 51 anni, da 17 anni in Italia. Ha sempre lavorato, come idraulico, e da 10 anni vive nella missione 'Speranza e Carità' di Palermo, guidata dal missionario laico Biagio Conte. Paul, che in tutti gli anni che ha passato in Italia non ha mai commesso un reato, ha ricevuto il decreto di espulsione. Infatti nel corso della sua vita è stato male e la sua salute non gli ha permesso di continuare a lavorare. La missione di Biagio Conte gli ha salvato la vita e lui da un decennio aiuta i fratelli italiani e stranieri che dormono per strada, come membro attivo della Missione. 
Per questo è proprio Biagio Conte a esporsi per lui, per protestare contro quella che considera una tremenda ingiustizia: "Lo hanno portato in questura, poi dal giudice di pace - dice fratel Biagio - Ora abbiamo contattato un avvocato e abbiamo fatto ricorso. Per ora Paul deve firmare al commissariato Brancacccio ecco perché da stamattina mi sono sistemato nel luogo del martirio del beato Pino Puglisi. Non mangerò, pregherò, e non mi muoverò da qui finché non si farà giustizia verso Paul".
"Paul non è un delinquente - dice Conte - È un disperato. In 10 anni di permanenza in Italia non ha mai commesso un reato. È una persona giusta. Non potete condannare un giusto. Questa ingiustizia ritornerà male per tutta la nostra società. L'Italia era un Paese aperto, generoso cosa sta succedendo?".
Biagio Conte rivolge un appello a Papa Francesco al presidente della Repubblica, al presidente della Regione, al prefetto, al questore, al sindaco affinché trovino una soluzione per non espellere Paul. Solo questo autunno, la Missione era stata visitata anche da Papa Francesco, che aveva mangiato con gli ospiti nella mensa comune.