Depositate le intercettazioni in cui Arata chiama in causa il leghista Siri

Agli atti ci sarebbero quattro intercettazioni che parlano del discutibile rapporto tra il sottosegretario del Carroccio e l'ex parlamentare di Forza Italia legato a un imprendtore mafioso

Siri e Salvini

Siri e Salvini

globalist 26 aprile 2019
La Verità diceva che non esistevano. Ma la Verità non diceva la Verità. 
Adesso i magistrati romani hanno depositato al tribunale del Riesame di Roma un'informativa della Dia in cui sarebbe contenuta l'intercettazione ambientale che riguarderebbe, secondo l'accusa, il sottosegretario Armando Siri.
Nuove intercettazioni
Nel frattempo è emerso che ci sarebbero altre quattro intercettazioni ambientali in una villetta di Castellammare del Golfo (un paese al confine tra Palermo e Trapani) ed in una automobile (utilizzate da Francesco Arata), che chiamano in causa il sottosegretario alle infrastrutture della Lega Armando Siri indagato dalla Procura di Roma insieme all' ex deputato Paolo Arata ed al figlio Francesco, nell'inchiesta sull' eolico che era stata avviata e che ancora continua, dalla Procura di Palermo.
Scrive Francesco Viviano: ''Conversazioni pesanti tra Francesco Arata, il padre Paolo e l'imprenditore siciliano Vito Nicastri, accusato per mafia e come favoreggiatore dell'imprendibile boss Matteo Messina Denaro, che fanno spesso riferimento al sottosegretario alle infrastrutture Armando Siri'' che, secondo le ipotesi dei pm Palermo e Roma, avrebbe ricevuto dall'ex deputato Paolo Arata, una tangente di 30 mila euro in cambio di provvedimenti a favore delle aziende di Paolo Arata e dell'imprenditore Nicastri impegnate nella realizzazione di impianti eolici in Sicilia ed in altre parti d'Italia.