A Trieste si inaugura la maratona razziale: non potranno gareggiare atleti africani

Gli organizzatori del Running Fest sostengono che sia una protesta per difendere la dignità degli atleti africani, sfruttati. Ma lo fanno discriminandoli ulteriormente

Un atleta africano

Un atleta africano

globalist 26 aprile 2019

La nuova frontiera del razzismo è nascondersi dietro il politically correct per giustificare scelte inammissibili che fanno vergognare e sprofondano ancora di più il nostro paese nel buio: a Trieste, gli organizzatori della maratona Running Fest hanno dichiarato che quest'anno la partecipazione alla maratona sarà consentita soltanto ad atleti europei e non agli africani. 
La scusa utilizzata, un capolavoro di ipocrisia, è che si tratta di una protesta affinché "vengano presi dei provvedimenti che regolamentino quello che è attualmente un mercimonio di atleti africani di altissimo valore, che vengono semplicemente sfruttati". Peccato che in questo modo a rimetterci siano esclusivamente gli atleti, che non possono partecipare in quando 'africani'. 
A rendere nota la notizia è il presidente di Running Fest Fabio Carini, che ha dichiarato: "in Italia roppi organizzatori subiscono le pressioni di manager poco seri che sfruttano questi atleti e li propongono a costi bassissimi e questo va a scapito della loro dignità, perché molto spesso non intascano niente e non vengono trattati con la giusta dignità di atleti e di esseri umani, ma anche a discapito di atleti italiani ed europei che chiaramente rispetto al costo della vita non possono essere ingaggiati perché hanno costi di mercato".


"Mi spiace se qualcuno se l'è presa - commenta ancora Carini - hanno preso una cantonata mostruosa. Ora è il momento che da questa Trieste, città multiculturale, si dica basta allo sport che non è etico". "Il nostro obiettivo - ha poi concluso - è che questo non rimanga un fatto isolato ma che si cambi le regole". 
Il Pd è immediatamente partito all'attacco: "A Trieste siamo arrivati alle epurazioni nello sport: ultima follia di un estremismo che sta impregnando e snaturando la città, sulla quale i più alti rappresentanti politici e istituzionali hanno messo la faccia. Fatto grave e indegno". Lo afferma in una nota Isabella De Monte, eurodeputata Pd e ricandidata al Parlamento europeo nel Nordest.
"Mancava questo al Friuli Venezia Giulia: essere la Regione che non fa correre gli atleti africani. Con motivazioni che hanno un retrogusto d'ipocrisia all'ennesima potenza, la nostra regione apre la stagione della discriminazione nello sport. Il fatto che questa scelta sia frutto di un organizzatore che è anche giornalista dipendente della Regione rende ancora più imbarazzante tutta la situazione". Lo afferma il segretario regionale del Pd Fvg, Cristiano Shaurli.