Impronte digitali ai presidi: in 200 mila dicono no, ma Bussetti le vuole

Il ministro dell'Istruzione d'accordo con la ministra Bongiorno. Cgil, Cisl e Uil stanno organizzando la protesta

Il ministro dell'Istruzione Marco Bussetti

Il ministro dell'Istruzione Marco Bussetti

globalist 13 aprile 2019
Una misura incredibilmente vessatoria contro una categoria, quella dei presidi e dei dirigenti scolastici, nella quale non c’è un problema assenteismo, tenuto conto anche che il lavoro di presidi e dirigenti va valutato a seconda dei risultati. 
Adesso il ministro dell'Istruzione Marco Bussetti è intervenuto sulla questione delle impronte digitali richieste ai presidi dal decreto Concretezza e, in linea con il ministro Giulia Bongiorno, ha assicurato che si tratta "solo di una questione di trasparenza per verificare la presenza e non per misurare l'orario di lavoro, che non è previsto per i dirigenti".
Quanto al fatto che i controlli non siano previsti per i docenti, ha fatto notare che "l'insegnante la sua presenza l'attesta con la firma sul registro" e si dice convinto che le critiche risulteranno infondate "nel momento in cui la questione sarà regolamentata dal decreto".
Ma, nonostante le rassicurazioni, i sindacati e parte della politica rimangono fermamente contrari a questi controlli. La Flc Cgil da giorni chiede "la totale esclusione dall'obbligo di verifica biometrica dell'identità di tutto il personale appartenente alla comunità educante: docenti, personale Ata e dirigenti scolastici" e con gli altri sindacati del mondo della scuola sta organizzando un flash mob davanti al Senato quando il provvedimento verrà approvato.
Non solo: i sindacati della scuola hanno raccolto oltre 200 mila firme di persone che si dicono contrari al provvedimento e vogliono consegnare firme e email al ministro Bongiorno.
"Vogliamo dare alla Bongiorno una risposta provocatoria - spiega la leader della Cisl Scuola, Maddalena Gissi - stiamo impacchettando le impronte per darle al ministro".
E' anche partito un tam tam via twitter per contestare il provvedimento che riguarda anche il personale Ata (amministrativo, tecnico e ausiliario) che con l'approvazione del testo resterebbe sottoposto agli stessi controlli previsti per il resto della Pa.
Inizialmente era stato ipotizzato anche il controllo biometrico anche per i docenti, ma un emendamento lo ha eliminato.
Fermamente contrario anche Pino Turi, segretario della Uil Scuola, che parla di misure "inapplicabili nelle scuole, e che la scuola non merita".