Alessandro Meluzzi: la famiglia Cucchi chieda scusa per la droga spacciata dal figlio

Le parole del personaggio che da Berlusconi ha fatto il giro d’Italia e che in qualità di un non meglio qualificato esponente della Chiesa ortodossa (che in Italia non esiste) ha partecipato al Congresso di Verona

Alessandro Meluzzi

Alessandro Meluzzi

globalist 12 aprile 2019

Dai microfoni de La Zanzara parla lo psichiatra e scrittore Alessandro Meluzzi, recentemente visto al Congresso della Famiglia di Verona come esponente di una fantomatica Chiesa ortodossa italiana, che ha dichiarato che, secondo lui, "la famiglia Cucchi dovrebbe chiedere scusa ai parenti dei giovani a cui Stefano spacciava droga".
Per Meluzzi infatti, gli eventuali crimini di Stefano Cucchi non sono stati in qualche modo espiati dal calvario che la famiglia ha dovuto subire per nove anni. "Come il comandante generale dell'Arma ha chiesto scusa alla famiglia Cucchi, per un principio ovvio la famiglia Cucchi dovrebbe chiedere scusa a tutte quelle famiglie di giovani a cui il geometra Cucchi spacciava la droga. È un problema di reciprocità, io amo un principio di giustizia", ha affermato lo psichiatra.
David Parenzo, il conduttore, ha cercato di far ragionare Meluzzi, ricordandogli che il ragazzo è stato ucciso "mentre si trovava nelle mani dello Stato". Ma lo psichiatra non retrocede di un passo: "Questo lo accerterà la magistratura. Se io avessi avuto mia figlia morta nelle mani dello Stato, mentre faceva la spacciatrice di droga, avrei chiesto innanzitutto scusa alle famiglie a cui veniva rifilata quella droga".