Quando la Camorra fomentò la rivolta anti-rom diffondendo menzogne

Le storie di Torre Maura e di Casal Bruciato portano alla mente i pogrom contro i campi rom di Ponticelli, in Campania, alimentati dalla Camorra.

Incendio nel campo di Ponticelli

Incendio nel campo di Ponticelli

globalist 10 aprile 2019
L'antiziganismo, in Italia, è sempre esistito: vive di cicli periodici, in cui di tanto in tanto si raggiunge un'apice che ha particolare clamore mediatico. Ma le 'sollevazioni popolari' hanno radici profonde, che vanno a innervare un terreno molto più italiano, quello della criminalità organizzata che da sempre vive in modo conflittuale con il popolo rom. 
Torre Maura e Casal Bruciato a Roma sono gli ultimi due esempi di vere ribellioni spacciate per popolari ma che presentano punti piuttosto oscuri. Ne abbiamo già parlato: com'è è possibile che i gruppi fascisti di Casapound e Forza Nuova fossero a conoscenza dell'assegnazione di un appartamento in una casa popolare a Casal Bruciato così presto, dato che nessuno, nemmeno i residenti, sapeva nulla?
E ancora: come si giustificano quelle voci sempre di chi a Torre Maura e a Casal Bruciato ci vive secondo cui a fomentare le proteste ci fossero anche noti spacciatori e criminali della zona, che hanno tutto l'interesse a tenere le aree di spaccio pulite e senza concorrenza?
Eppure, non è nulla di nuovo sotto il sole: i casi di Roma sono molto simili a quelli di Ponticelli e di Pianura, avvenuti in Campania nel lontano 2008, quno al governo c'era Berlusconi ed era appena stato varato il 'pacchetto sicurezza'. Si parlava, d'altronde, di cicli.
Il pacchetto fu varato dieci giorni dopo una serie di devastanti incendi nei campi rom di Ponticelli, innescati - si disse allora - dalla popolazione inferocita con gli zingari perché una di loro, una ragazza di 16 anni, aveva 'rapito un bambino'. Le leggende sui rom rapitori di neonati sono un misto di folklore e favola nera in Italia: storia ci dice che mai è successo che effettivamente dei minori siano stati rapiti dai rom per poi essere rivenduti.
E anche in quel caso, la storia era andata in maniera molto diversa da come i media la raccontarono: a quanto sembra, infatti, a denunciare il 'tentato rapimento' fu la madre del bambino, che poi guarda caso si scoprì avere precedenti penali per 'falso ideologico'. Tra l'altro, la presunta colpevole non era nemmeno residente in quel campo di Ponticelli. 
Ma allora, come mai la furia dei napoletani si riversò proprio su quel campo? Le indagini successive identificarono molti agitatori appartenenti al clan dei casalesi, che avevano tutto l'interesse a cacciare i rom da Ponticelli dato che proprio lì, in quel campo, si stava per chiudere un bando per un progetto di risanamento urbanistico per decine di milioni di euro, in cui la Camorra aveva tutte le intenzioni di mettere le mani. 
Ora, come si diceva, in Italia si va avanti a cicli: come dieci anni fa, alcuni gruppi stanno fomentando una protesta contro un gruppo etnico, guarda caso in due episodi a poca distanza l'uno dall'altro, in una città come Roma dove il popolo rom vive da sempre. 
Viene da chiedersi, oltre a un substrato di sovranismo fascista e ignorante, quali siano gli interessi dietro.