Un orgasmo vi seppellirà: a Verona i colori dell'arcobaleno contro le tenebre

Oltre ventimila alla contromanifestazione organizzata da Non una di meno e che ha visto tantissime adesioni

Contromanifestazione a Verona

Contromanifestazione a Verona

globalist 30 marzo 2019

Un grande successo: sono circa 20mila le persone che stanno partecipando al corteo femminista contro il Congresso delle famiglie, secondo questura e polizia municipale. I partecipanti hanno appena lasciato il piazzale della stazione e stanno percorrendo via Città di Nimes. Nei parcheggi si contano almeno 140 pullman, ma molti manifestanti sono arrivati anche con treni e auto private.



Susanna Camusso: vogliono un modello autoritario
Questa manifestazione significa che sulla libertà non si arretra, bisogna continuare su questo percorso e non permettere di tornare indietro". Lo ha affermato Susanna Camusso, ex segretaria Cgil, che partecipa al corteo contro il Congresso delle famiglie di Verona. "Il Wcf - ha proseguito Camusso - è la costruzione di un modello autoritario e immaginario, in cui non esiste la libera scelta delle persone, che bisogna tornare all'idea che usiamo il corpo solo per riprodurre, che non siamo persone e non abbiamo libertà di scelta su noi stesse. Se non chiamiamo arretramento questo non so cosa sia".



Laura Boldrini: no a chi vuole togliere diritti


Oscurantisti da una parte e chi vuole una società aperta, libera e tollerante dall'altra: "Per quanto mi riguarda manifestiamo a favore di una società aperta, una società che crede nelle libertà di tutte e di tutti, e quindi mi fa piacere che abbiamo l'occasione di essere qui".


Parole dell'ex presidente della Camera Laura Boldrini, arrivando a Verona alla prima delle contro manifestazioni in occasione del Congresso mondiale delle famiglie.
"Penso - ha aggiunto - che i signori del governo che vanno a una manifestazione dove invece si tolgono diritti a interi gruppi sociali non ci rappresentano, non rappresentano l'intera nazione. Allora siamo qui a dire non nel nome nostro, ministro Salvini, non a nome nostro. Noi abbiamo un'altra idea di società e per noi tutti devono essere rispettati, non devono esistere discriminazioni sulla base dell'orientamento sessuale e di genere. I signori del congresso delle famiglie vogliono sottrarre diritti che sono stati ottenuti con decenni di battaglie. Non possiamo permettere questo e allora - ha concluso - dobbiamo far capire che gran parte dell'Italia non ci sta".