“Serve un impegno culturale, perché un certo tipo di regressione è entrata anche nelle aule dei Tribunali”.
A dirlo, alla Camera, Laura Boldrini (LeU), che durante la discussione generale sul cosiddetto “codice rosso”, che introduce modifiche al Codice di procedura penale in materia di tutela vittime violenza domestica e di genere, ha citato alcune sentenze che hanno riguardato casi di femminicidio e di stupro e che hanno fatto discutere nelle ultime settimane.
Cosa è il codice rosso? Una corsia preferenziale per le denunce e indagini più rapidesui casi di violenza sulle donne. Il “codice rosso“, il disegno di legge che porta le firme del ministro della Giustizia Alfonso Bonafede e di quello della Pubblica amministrazione Giulia Bongiorno, ha ricevuto il via libera dal Consiglio dei ministri. Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte e gli altri membri del governo durante la riunione hanno indossato un nastrino rosso, simbolo di vicinanza alle vittime. Il colore scelto rimanda al grado di massima urgenza previsto nel triage dei pronto soccorso. “Dal Governo è stato dato un segnale concreto contro la violenza di genere” commenta il capo del governo. Conte ha spiegato che sono stanziati 33 milioni per il 2019 destinati a un fondo di emergenza, somma che sarà coordinata dal sottosegretario alle Pari Opportunità Vincenzo Spadafora. “Con questo disegno di legge – aggiunge la ministra Bongiorno – qualcuno si accorgerà che le donne non possono essere massacrate in attesa di giudizio – gli ha fatto eco la Bongiorno – Quando una donna si rivolge allo Stato e alle forze di polizia per denunciare la violenza che sta subendo, quella donna deve avere una corsia preferenziale. Anche un giorno può essere determinante per salvarle la vita”.