Insulti sui social: imputazione coatta per il senatore M5s Giarrusso

Il grillino 'manettaro' accusato di diffamazione verso un'ex attivista M5s, Debora Borgese di Valverde, descritta come donna di scarsa moralità

Giarrusso

Giarrusso

globalist 22 marzo 2019
E adesso si faccia processare, si rimangi il gesto delle manette e ripensi alla sua parabola politica, da militante della Rete e ammiratore di Caponnetto a grillino che sostiene un governo reazionario che infierisce suoi più deboli, nega quasi sempre la protezione umanitaria e no si fa processare quando la magistratura accusa gli abusi di potere,
 Nonostante la richiesta di archiviazione del Pm, il Gip del Tribunale di Catania, Giuseppina Montuori, ha disposto l'imputazione coatta per il senatore M5S Mario Michele Giarrusso, denunciato per diffamazione da una ex attivista grillina, Debora Borgese di Valverde.
La donna, redattrice, blogger e speaker radiofonica, aveva denunciato il senatore grillino - reso celebre anche dal gesto delle manette verso i senatori dem che lo stavano contestando fuori dell'Aula della Giunta per le Immunità a Sant'Ivo alla Sapienza- per alcuni post su Facebook nei quali Giarrusso, secondo Borsese, aveva usato espressioni diffamanti, tra queste la definizione di 'madame Pompadour', pur senza mai mettere nero sul bianco il cognome della donna, ma ciononostante, secondo la blogger, facilmente riconducibili alla sua persona.
E proprio per l'assenza delle generalità della donna, il pm aveva avanzato richiesta di archiviazione.
Ma per il Gip, si legge nelle carte, "le numerose espressioni utilizzate da Giarrusso nei vari post pubblicati, sia lette singolarmente che nel loro insieme, conducono inevitabilmente alla identificazione certa del bersaglio, trattandosi tra l'altro di personaggio dotato di una certa rilevanza mediatica in quanto con connotazioni politiche e funzioni amministrative, tanto che siffatti post sono stati commentati da terzi che hanno perfettamente compreso l'identità della Borgese; in secondo luogo, esse sono certamente offensive e diffamatorie in quanto descrivono Borgese come soggetto dalla scarsa moralità e da cui necessita per vari motivi stare lontani. A ciò si aggiunge - rimarca ancora il Gip - che trattasi di soggetti di rilievo pubblico, con tanti seguaci social di varia natura e i cui post hanno quindi una notevole diffusione e rilevanza".
Con queste motivazioni, il Gip ha dunque disposto l'imputazione coatta per Giarrusso per il reato di diffamazione.