A Ladispoli intitolata la piazza ad Almirante: la vergogna è compiuta

Un coro di critiche verso la decisione revisionista della giunta di destra. Il sindaco di Cerveteri la giudica aberrante

Giorgio Almirante

Giorgio Almirante

globalist 16 marzo 2019
La vergogna è andata in porto nonostante le proteste, l’appello dell’Unione delle comunità ebraiche, il sit in dell’ampi e delle tante associazioni democratiche e antifasciste.
Da oggi a Ladispoli c’è piazza Almirante, la cerimonia di inaugurazione è avvenuta e durante la celebrazione Massimo Magliaro, ex braccio destro di Giorgio Almirante e oggi presidente della fondazione che porta il nome del leader del Msi, appena ha preso la parola ha avuto un malore e si è accasciato sul palco.
Poco prima aveva parlato il sindaco Alessandro Grando, responsabile politico di questa vergogna.
Il sindaco di Cerveteri: aberrante
"L'odio razziale è qualcosa di aberrante e Giorgio Almirante nella sua carriera di fascista ne ha fatto una bandiera politica come dimostrano le parole scolpite nel testo La Difesa della Razza. Giorgio Almirante è stato membro del Partito Nazionale Fascista, aderì alla Repubblica di Salò e non solo non rinnegò mai il suo passato ma fu addirittura indagato per aver tentato di ricostruire il Partito Fascista dopo la guerra. Per questo anche solo aver pensato di dedicargli una piazza è qualcosa di vergognoso oltre che anti costituzionale". A sostenerlo è Alessio Pascucci, sindaco di Cerveteri e coordinatore nazionale di Italia in Comune.
"Una scelta provocatoria che originariamente prevedeva l'inaugurazione il 24 marzo, in concomitanza con le celebrazioni per l'eccidio delle Fosse Ardeatine, poi anticipata per le polemiche sollevate dall'Anpi e non solo. Ma deve far riflettere in tutta questa storia il silenzio del Viminale e della Prefettura di Roma, sempre in prima fila su sgomberi o sulle bandiere della Pace esposte nei Comuni, ma gravemente assenti, se non conniventi, con chi inneggia al fascismo occupando sedi pubbliche da oltre 15 anni", osserva Pascucci riferendosi alla sede di Casapound in Via Napoleone a Roma, a pochi metri dal Viminale.
Eleonora Mattia: richiamare i valori dell’antifascismo
“L’intitolazione di una piazza ad Almirante, oggi a Ladispoli, conferma quanto sia urgente richiamare con fermezza i valori dell`antifascismo. Un tema che da tempo sto portando avanti in Consiglio regionale dove, lunedì, arriverà alla discussione in aula la mozione che ho presentato per introdurre nello Statuto regionale l`espresso riferimento all`antifascismo, come indicato nella proposta di legge depositata agli atti". Lo dichiara Eleonora Mattia, presidente della IX Commissione regionale del Lazio, e prima firmataria della proposta di legge per introdurre nello Statuto regionale l`espresso riferimento all`antifascismo.
"Il fatto che si consideri Almirante un personaggio degno di un`intitolazione - continua la Mattia - è la conferma che, in modo provocatorio, si vogliono negare i valori della Resistenza al nazismo e al fascismo e quegli ideali di libertà e unità nazionale del Risorgimento che sono invece alla base della nostra Costituzione. Non è un caso che alle scelleratezze istituzionali, come questa, si aggiungano i tanti episodi mossi da odio razziale e violenza messi in atto da associazioni, organizzazioni, comuni o singoli cittadini in spregio e sfregio di una Memoria che va tenuta alta. Dobbiamo quindi condannare senza attenuanti le svastiche sui manifesti elettorali di Esterino Montino; il saluto romano nella foto di ragazzi del liceo "Socrate" di Roma; le visite delle amministrazioni comunali di Anzio e Nettuno al Campo della Memoria dei caduti della X MAS e delle altre forze della fascista Repubblica sociale italiana; il furto delle pietre d`inciampo nel quartiere Monti di Roma; il post della Consigliera comunale di Lanuvio a celebrare Benito Mussolini come personaggio che ha scritto 20 anni di storia italiana; la scelta del comune di Nettuno di affidare a Pietro Cappellari l`organizzazione delle celebrazioni dello sbarco di Anzio fino alla mozione respinta dal Consiglio comunale di Anzio che, presentata dalla lista civica Alternativa per Anzio e dall`Anpi, chiedeva la revoca della cittadinanza onoraria a Benito Mussolini da sostituire con un attestato di benemerenza ad Adele Di Consiglio, cittadina di Anzio perseguitata dai nazifascisti nella seconda guerra mondiale".