Tetraplegica per colpa dei medici: "Diminuite il risarcimento, non vivrà a lungo"

Il giudice aveva stabilito un risarcimento di 5,1 milioni di euro per la famiglia di una bambina invalida al 100% a causa della malasanità. Al processo d'appello le assicurazioni hanno chiesto uno sconto con queste motivazioni

Eleonora Gavazzeni in braccio alla mamma

Eleonora Gavazzeni in braccio alla mamma

globalist 14 marzo 2019
Poi quando Papa Francesco parla del culto del Dio Denaro che viene prima di tutto e della logica del profitto come valore principale a scapito dell’umanità qualcuno storce il naso.
C'è una storia terribile dal Veneto: nel dicembre 2018, il giudice Pierangela Congiu del Tribunale civile di Rovigo aveva stabilito un risarcimento da 5,1 milioni di euro per la famiglia di Eleonora Gavazzeni, la piccola nata all'Ospedale di Rovigo nel 2008 che ha sviluppato un'invalidità del cento per cento a causa di un errore medico e di carenze strutturali al momento del parto.
Tuttavia, davanti alla quarta sezione civile della Corte d'Appello di Venezia (chiamata ad esprimersi sul ricorso contro la sentenza di primo grado) le compagnie assicurative hanno chiesto che la somma del risarcimento venga diminuita perché le aspettative di vita della piccola sono ridotte.
“Non possiamo che provare rabbia, stanchezza e frustrazione, nel vedere come nostra figlia sia considerata come un oggetto, senza un cuore e senza un'anima: per soldi si infierisce ancora su una bambina che è stata condannata ad una vita in gabbia per colpa di errori altrui e qualcuno si permette di dire quanti anni vivrà senza nemmeno visitarla, dicendo che siccome morirà presto dobbiamo restituire il risarcimento che il giudice in primo grado ha deciso con una sentenza esecutiva", hanno detto i genitori di Eleonora al Gazzettino.
"Ma queste persone come fanno a guardarsi allo specchio? Vorrei vedere loro al posto nostro davanti a medici che senza nemmeno visitare nostra figlia si permettono di dire quanto vivrà, parlando della sua morte così, solo affidandosi alle statistiche, ma non sapendo nemmeno quali sono le sue condizioni. Perché non sanno che non è attaccata a macchinari, che fa musicoterapia, che sorride, che ha un suo carattere, che si esprime, che va in piscina, che fa dei lavoretti con le maestre di sostegno, che canta con suo papà, che non ha mai avuto crisi epilettiche e che i farmaci li prende per prevenzione, che mangia autonomamente, anche se imboccata, perché le sue manine non stanno dritte. Questa è la sua vita, non l'ha scelta lei e lei non ha colpe. Le colpe sono di altri: se fosse stato fatto un cesareo sarebbe una bambina normale", ha aggiunto la madre della piccola.
"Le due compagnie assicuratrici dell'Ulss Polesana e delle due dottoresse, AmTrust e Lloyd’s, hanno presentato due pareri con i quali si vorrebbe rideterminare l'ammontare del risarcimento, sulla base di una presunta aspettativa di vita della bambina, che per il dottor Claudio Rota dell'ospedale di Sassuolo sarebbe fra i 30 e i 40 anni e per il professor Marcello Orzalesi sarebbe addirittura fra i 10 e i 20 anni, cioè Eleonora dovrebbe essere già morente perché ha già 10 anni", ha spiegato il legale della famiglia Mario Cicchetti.