Il Tar: permesso di soggiorno ai migranti anche se non in regola con l'Inps

Il Tar del Veneto rilascia il permesso di soggiorno a due cittadini nigeriani che hanno debiti con l'Inps perché ritiene che non vi sia un legame tra il fatto e il documento richiesto.

Il Tar: permesso di soggiorno ai migranti anche se non in regola con l'Inps

Il Tar: permesso di soggiorno ai migranti anche se non in regola con l'Inps

globalist 12 marzo 2019
Il Tar del Veneto rilascia due permessi di soggiorno a due cittadini nigeriani che hanno pendenze tributarie con l'Inps.

La motiviazione è che non vi è alcun nesso tra l'avere dei debiti e richiedere un leggittimo permesso di soggiorno, come dichiarato dal Tar e riportato dal Gazzettino: "La mancata osservanza degli obblighi tributari e previdenziali non puo' essere una ragione, neanche indiretta, di diniego di rilascio/rinnovo del permesso di soggiorno".

Ci sono volute due sentenze e il rifiuto del titolo di lungosoggiornanti dalla Questura di Padova a causa dei debiti.

Lo status di lungosoggiornante viene riconosciuto a cittadini stranieri regolari in Italia da almeno cinque anni, che hanno un reddito annuo non inferiore all'assegno sociale e che hanno superato un test di conoscenza della lingua italiana.

Le domande erano state rigettate per un presunto "mancato inserimento sociale", in base all'omissione del pagamento di contributi previdenziali, in un caso di circa 2.900 euro e nell'altro di circa 6.500. Per entrambe la cifre era stata chiesta la rateizzazione, ma la Questura euganea aveva permesso solo in un caso il soggiorno per due anni, per ragioni familiari.

"Il legislatore - scrivono i giudici amministrativi - non ha previsto che l'evasione fiscale o contributiva sia di per sé ostativa al rilascio del titolo di soggiorno, sicchè un'eventuale situazione di evasione in capo all'immigrato, regolarmente accertata, deve essere oggetto di provvedimenti tipici, adottati dai organi competenti dell'Amministrazione Finanziaria e dagli enti previdenziali, diretti a contrastare l'evasione mediante il recupero dell'imposta o del contributo", senza però che i debitori vengano allontanati dall'Italia.