I genitori dei compagni di classe del bimbo malato di leucemia: "Non siamo no-vax"

L'Asl Roma 2 ha esaminato la situazione nella classe di Matteo, affetto da leucemia e quindi a grande rischio di contrarre facilmente altre malattie, ma non ha riscontrato compagni di classe "no-vax".

Asl Roma 2

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globalist 26 febbraio 2019
I genitori del piccolo Matteo, 8 anni, malato di leucemia, non l'hanno fatto rientrare a scuola per il pericolo di contrarre malattie dagli altri ragazzi.
Ma i sanitari dell'Asl territoriale e alcuni genitori degli altri allievi spiegano che si è trattato soltanto di un grande equivoco e assicurano: "Non siamo no-vax, Matteo può tornare".
La vicenda viene raccontata dal "Messaggero", secondo cui la verità è diversa da come era sembrato inizialmente. I sanitari dell'Asl Rm2, che hanno esaminato la situazione nella classe di Matteo, non hanno riscontrato "no-vax puri", ma soltanto tre casi di bambini che devono completare i richiami vaccinali e che sono ancora nei tempi per farlo. La scadenza fissata dalla legge Lorenzin è infatti quella del 10 marzo.
E per il caso dell'allievo che risultava mai vaccinato, tutto si spiegherebbe in realtà con il fatto che la Asl non aveva registrato la sua reale situazione, dal momento che i vaccini lui li aveva fatti in una Regione diversa da quella di residenza. La mamma del bambino all'origine della polemica precisa che "mio figlio non è un no-vax, ci sono solo posizioni da regolarizzare" e che tutto è nato per un problema di comunicazione tra differenti Asl. Al bambino manca il richiamo per morbillo, parotite, rosolia. Tempo fa la mamma di Matteo aveva chiesto a tutti i genitori di poter vedere i libretti vaccinali dei bambini. "Ci siamo rifiutati - dice l'altra mamma -, ma non per farle un torto o per diffondere la convinzione sbagliata che ci fossero genitori no-vax, ma perché si tratta di dati sensibili, coperti dalla privacy, e che non siamo tenuti a divulgare".