Il più fitto mistero di Favara: la morte terribile di Gessica Lattuca

Il giallo della scomparsa di Gessica, la giovane mamma di 4 figli risucchiata dal nulla a metà agosto, adesso ci porta qui: nel cimitero di Favara.

Gessica Lattuca

Gessica Lattuca

globalist 27 gennaio 2019

di Tancredi Omodei 
Il cimitero è il posto più freddo di Favara, Piana Traversa è esposto a nord. Periferia settentrionale del paese, la strada porta allo scorrimento veloce per Catania, all'incompiuta per Palermo. All'ingresso, una lapide ricorda i morti delle miniere, in fondo le tombe gentilizie e la cappella, quindi una fila infinita di tombe a più piani. Il giallo della scomparsa di Gessica, la giovane mamma di 4 figli risucchiata dal nulla a metà agosto, adesso ci porta qui.
Il mistero di Gessica è fitto di voci, di segnalazioni anonime, di anonime scritte alle porte del paese e sui muri della vicina Naro. Ed anche di telefonate che dicono qualcosa e riagganciano, e di chiacchiere. Tante, troppe, fino ad apparire elementi non casuali di depistaggio. Poi ci sono la pagine gialle televisive, ma questa è un'altra storia. Ora, una voce, pare il racconto di una giovane testimone, dice di una notte buia di metà agosto col corpo di Gessica senza vita che entra nel cimitero di Favara per essere nascosto in una delle mille e mille nicchie, raggiungibili solo con lunghe e ripide scale di metallo che scorrono su un binario. Gioco facile, difficile soluzione.



Mai in questa zona, che pure ha conosciuto tanti delitti, ed anche delitti eccellenti; mai si ha avuto a che fare con un mistero così fitto e affollato di "voci". Conoscendo Favara, pare impossibile che non si sappia cosa è accaduto a Gessica, cosa c'è dietro quella scomparsa. Favara non è un paese piccolo, anzi, ma qui è difficile che le cose passino inosservate, soprattutto se - come nel caso della vita di Gessica - le cose appaiono torbide. Per capire, in attesa di ritrovare Gessica, parlano le accuse all'ex compagno, Filippo, col quale la giovane continuava ad avere contatti, rapporti. Lui ha racimolato fin qui le accuse di sequestro di persona, sfruttamento della prostituzione, maltrattamenti e occultamento di cadavere. Manca il corpo di Gessica. Ma dalle accuse avanzate dai magistrati, facile definire il quadro nel quale si ritiene di definire la scomparsa di Gessica.



Il suo ex compagno si dice innocente, con lui appare schierata la famiglia di Gessica. Ma i conti non sembrano tornare. C'è un tassello decisivo che resta sommerso, che forse à nelle mani di tanti e che ancora non appare.



Ora si valuta l'ipotesi del cimitero, ipotesi che appare fragile agli investigatori. Avranno motivo di crederlo, sono stati scrupolosi e non hanno smesso di lavorare un solo giorno. Hanno rivoltato il paese, setacciato le campagne, percorso e ripercorso decine di strade, impiegando i cani molecolari. Niente, on una traccia, voci tante. Troppe, su Gessica, sul giro di prostituzione, sui responsabili, con nome e cognome vergato su questo e quell'altro muro. Un giorno un nome, il giorno successivo un altro nome. Resta la domanda: un giro di prostituzione come quello ipotizzato dalle "voci", dalle chiacchiere in piazza, nei caffè e nei circoli d'altri tempi; quel giro di prostitute che pure fa capolino da indagini apparentemente lontane da questa, possono non lasciare traccia? Se c'è una giovane prostituta, magari tra altre giovani e insospettabili prostitute, ci sono clienti, E clienti che parlano, e parlano. Qui, invece, non una sola testimonianza, solo "voci". Nell'affaire, resta il tempo trascorso da quel 12 agosto. Troppo, quanto basta per premiare gli impuniti, probabilmente favoriti da silenzio e "voci".