Il Procuratore generale di Roma: su Regeni non accettiamo verità di comodo

Giovanni Salvi ha parlato all'apertura dell'anno giudiziario: "Ogni sforzo per assicurare alla giustizia i torturatori

Verità per Giulio Regeni

Verità per Giulio Regeni

globalist 26 gennaio 2019
Parole chiare e nette: la Procura di Roma non accetta "verità di comodo" sui casi di Giulio Regeni e Stefano Cucchi. Lo assicura il pg della corte d'appello della Capitale, Giovanni Salvi, nella relazione all'apertura dell'anno giudiziario. Nel documento l'alto magistrato spiega: "La Procura di Roma ha profuso molti sforzi nel tentativo di assicurare alla giustizia i torturatori e assassini di Giulio Regeni. Essi hanno sin qui ottenuto, quanto meno, che non si accettassero verità di comodo".
E poi più avanti Salvi spiega: "Con la stessa determinazione la Procura di Roma ha investigato sulla morte di Stefano Cucchi, avvalendosi dell`opera di alta qualità professionale della Polizia di Stato. Anche la Procura Generale ha contribuito a questo impegno, nei giudizi di appello e ricorrendo in Cassazione ove la decisione appariva non soddisfacente ai fini del complessivo accertamento della verità. Su questa strada si andrà avanti in ogni grado di giudizio".
E quindi "sono condivisibili, segno di un impegno comune, le sofferte parole del Comandante generale dell`Arma, Giovanni Nistri, il quale ha affermato che attraverso la "verità perseguita ad ogni costo" e superando "un silenzio durato troppo a lungo, i carabinieri continueranno ad essere un punto di riferimento, esempio di rettitudine, integrità e senso del dovere".