Giornata della memoria, Mattarella parla del razzismo di ieri e di oggi: "Combattere ogni tipo di odio"

Il presidente della Repubblica ricorda gli orrori della Shoah: "Questo 'virus' è pronto a contagiare e distruggere di nuovo".

Sergio Mattarella
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24 Gennaio 2019 - 13.34


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Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, è intervenuto alla cerimonia nel Quirinale dedicata al giorno della memoria, “Le donne della Shoah”.
Queste le sue parole: “Quel male alberga nascosto, come un virus micidiale, nei bassifondi della società, nelle pieghe occulte di ideologie, nel buio accecante degli stereotipi e dei pregiudizi. Pronto a risvegliarsi, a colpire, a contagiare, a distruggere, appena se ne ripresentino le condizioni”.
“Noi italiani abbiamo il dovere morale” – ha evidenziato – non solo i ricordare ma anche “di combattere, senza remore e senza opportunismi, ogni focolaio di odio, di antisemitismo, di razzismo, di negazionismo, ovunque esso si annidi. E di rifiutare, come ammonisce sempre la senatrice Liliana Segre, l’indifferenza: un male tra i peggiori”.
“Auschwitz – ha detto in un altro passaggio – il più grande e più letale dei campi di sterminio – con le sue grida, il suo sangue, il suo fumo acre, i suoi pianti e la sua disperazione, la brutalità dei carnefici – è stato spesso, e comprensibilmente, descritto – ha aggiunto il presidente Mattarella chiudendo la tradizionale cerimonia in occasione del giorno della Memoria – come l’inferno sulla terra. Ma fu, di questo inferno, solo l’ultimo girone, il più brutale e perverso. Un sistema infernale che ha potuto distruggere milioni di vite innocenti nel cuore della civiltà europea, soltanto perché, accanto al nefando pilastro dell’odio, era cresciuto quello dell’indifferenza”.
“La riproposizione di simboli, di linguaggi, di riferimenti pseudo culturali, di vecchi e screditati falsi documenti, basati su ridicole teorie cospirazioniste, sono tutti segni di un passato che non deve in alcuna forma tornare e richiedono la nostra più ferma e decisa reazione”.
“Quando il benessere dei popoli o gli interessi delle maggioranze, si fanno coincidere con la negazione del diverso – dimenticando che ciascuna persona è diversa da ogni altra – la storia spalanca le porte alle più immani tragedie”.

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