Il comandante dell'operazione Sophia, annuncia: "La Germania non si ritira dall'operazione"

Anche Matteo Salvini commenta l'operazione: "Accordo geniale sottoscritto dal Governo Renzi, se non cambiano le regole la missione finirà".

Sophia

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globalist 23 gennaio 2019
Sophia, la missione navale dell'Unione Europea Sophia, è al centro di un caso. La Germania ha prima annunciato la sua decisione di sospendere la partecipazione alla missione in risposta alla politica dell'Italia, poi ha ritrattato. Il nostro Paese chiede la modifica dello scopo della missione stessa. "Con la nostra presenza garantiamo la sicurezza di un'area di interesse strategico non solo per l'Europa ma soprattutto per l'Italia, che è in prima linea", dice il comandante dell'operazione Sophia, Enrico Credendino, parlando delle conseguenze dell'eventuale mancato rinnovo dell'operazione. Rischio infiltrazioni terroristiche? "Non è provato al momento, è chiaro che senza le navi militari aumenta il rischio che arrivino non solo i migranti, ma qualcos'altro sul territorio europeo".
"Operazione Sophia è stata ed è ancora un'eccellenza della politica di difesa europea. Ha contrastato il traffico di esseri umani nel Mediterraneo fino quasi a fermarlo del tutto, addestrato la guardia costiera libica, e salvato vite. Sophia ha portato tutta l'Ue nel Mediterraneo, dove l'Italia era sola prima del 2015. Se oggi l'Italia, che ha il comando e il quartier generale dell'operazione, non vuole più Sophia, siamo pronti a chiuderla". Lo riferiscono fonti vicine alla Mogherini.
"La missione navale Sophia ha come ragione di vita che tutti gli immigrati soccorsi vengano fatti sbarcare solo in Italia. Accordo geniale sottoscritto dal Governo Renzi, non so in cambio di cosa. O cambiano le regole o finisce la missione". Lo ha detto il ministro dell'Interno Matteo Salvini intervenendo a "Radio Anch'io". Anche il ministro della difesa Elisabetta Trenta precisa: "Vogliamo che Sophia resti operativa, ma a patto che cambino le regole".
La missione Sophia è interesse nazionale e "va conservata, si può modificare, si può rafforzare ma bisogna costringere tutti i paesi europei ad essere parte di un'azione contro l'immigrazione. Deve esserci più solidarietà da parte degli altri Paesi dell'Ue". Lo afferma il presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani. "L'immigrazione non è una questione che riguarda solo il sud e non è neanche una questione che riguarda solo la Germania quando si tratta dei profughi siriani", aggiunge Tajani.
Il commissario Ue alla Migrazione Dimitris Avramopoulos getta acqua sul fuoco. "Voglio essere molto chiaro, non c'è alcuna questione di sospensione della Germania della missione Sophia, il ritiro della nave era stato pianificato di routine per il febbraio di quest'anno. Sta alla Germania decidere come impiegare i propri mezzi. Berlino continuerà a partecipare, non ci sono indicazioni che non renderà disponibili i suoi mezzi in futuro". Non tarda la risposta della Germania per bocca del portavoce di Angela Merkel. "Il governo tedesco s'impegna al livello europeo perché la missione Sophia possa andare avanti"
"Ne abbiamo parlato ora con i tedeschi: la Germania non si ritira dall'operazione", "rimane uno dei partner e dei contributori principali": lo precisa l'ammiraglio Enrico Credendino, comandante dell'operazione Eunavfor Med Sophia. "La nave che doveva arrivare il 6 febbraio - spiega - è stata designata, rimarrà in Germania pronta a muovere in due settimane, in attesa che si chiarisca la situazione dei porti di sbarco e il futuro dell'operazione". Dopo il fronte francese, si apre anche quello tedesco. La Germania ha deciso di sospendere la sua partecipazione alla missione europea Sophia contro i trafficanti di migranti, in risposta alla linea dura del governo italiano sull'accoglienza. "Non è un problema", è stata la replica del ministro dell'Interno Matteo Salvini, primo critico di una missione che impone all'Italia di far approdare nei suoi porti tutti i migranti salvati in mare. Mentre il premier Giuseppe Conte provava a ricucire lo strappo con Parigi per le accuse di neocolonialismo mosse da Luigi Di Maio e costate la convocazione dell'ambasciatrice italiana Teresa Castaldo al Quai D'Orsay, da Berlino è piombata sull'Italia un'altra iniziativa clamorosa. Dall'inizio di febbraio non sarà più inviata alcuna nave tedesca davanti alla costa libica per unirsi al team europeo anti-trafficanti (in sostanza, la 'Augusta' si ritirerà ma il previsto avvicendamento con la 'Berlin' non ci sarà) finché il mandato della missione non verrà chiarito, ha spiegato all'ANSA il ministero della Difesa tedesco, precisando comunque che il personale resterà a disposizione dell'Ue. Secondo fonti governative citate dall'agenzia Dpa, la decisione di Berlino sarebbe la conseguenza della politica dei porti chiusi decisa dal governo giallo-verde.
Lo strappo tedesco è arrivato inatteso, tanto più che era stata l'Italia a minacciare l'abbandono della missione chiamata ufficialmente EunavForMed. Proprio l'uscita tedesca consente a Salvini di ricordare che "la missione Sophia aveva come mandato di far sbarcare tutti gli immigrati solo in Italia e così ha fatto, con 50.000 arrivi nel nostro Paese". Quindi, "se qualcuno si fa da parte, per noi non è certo un problema". E in effetti, tutti i tentativi in sede europea per cambiare le regole d'ingaggio di Sophia, finora, sono andati a vuoto, e la missione è stata tenuta in vita con una proroga tecnica di tre mesi. L'uscita, almeno temporanea, della Germania da Sophia è stata resa nota proprio nel giorno in cui la cancelliera Angela Merkel ha ricevuto con tutti gli onori il presidente francese Emmanuel Macron per siglare il rinnovato trattato franco-tedesco ad Aquisgrana. E che, alla luce di questo nuovo caso, prefigura una contrapposizione tra l'Italia e i due pesi massimi dell'Ue.