Un mercantile salva i naufraghi a largo della Libia alla deriva da molte ore

I cento migranti erano in difficoltà e per tutta la domenica avevano chiamato i soccorsi. Forse ci sono morti a bordo

Migranti a bordo della Sea Watch

Migranti a bordo della Sea Watch

globalist 20 gennaio 2019

La Guardia costiera libica ha inviato un mercantile in assistenza del barcone in avaria con 100 migranti a bordo: il cargo, battente bandiera della Sierra Leone, ha raggiunto l'imbarcazione e nella tarda serata ha fatto salire i naufraghi.


La stessa Guardia costiera libica ha oggi coordinato due operazioni, con una motovedetta che ha soccorso 150 persone su due diversi gommoni.
La giornata
Se fosse un programma televisivo lo ptrebbero chiamare 'La morte in diretta', metafora del cinismo e della cattiveria di oggi.
Un nuovo barcone con 100 persone a bordo è stato segnalato in mare a 60 miglia dalle coste di Misurata, in Libia. Secondo Alarm Phone, il sistema di allerta telefonica che indica le imbarcazioni in difficoltà, il natante starebbe imbarcando acqua e i profughi a bordo sono terrorizzati. Alcuni di loro potrebbero essere morti e pare che tra le vittime ci sia anche un bambino. Tripoli dovrebbe coordinare i soccorsi, ma non risponderebbe alle chiamate.
A bordo la situazione è disperata - "Presto non riuscirò più a parlare perché sto congelando". E' il drammatico racconto delle telefonate che Alarm Phone sta ricevendo dai migranti in avaria. "Sono nel panico - scrive il sistema di allerta -, il nostro staff sta cercando di calmarli, ma nell'ultima ora abbiamo sentito più volte persone urlare. La situazione è disperata".
Via Twitter il racconto minuto per minuto - "Alle 10 di domenica mattina - spiega Alarm Phone su Twitter - siamo stati avvertiti di un'imbarcazione con 100 persone a bordo che stava tentando di attraversare il Mediterraneo. Alle 11 abbiamo ricevuto la loro prima posizione. Erano a 60 miglia al largo di Misurata (Libia), ma la situazione era calma e ci chiedevano di restare in stand-by, mentre tentavano di utilizzare un motore".
"Tra le 11:40 e le 12:20 - prosegue la nota - le persone hanno cominciato ad andare nel panico. Volevano che informassimo le autorità, ma non quelle libiche. Abbiamo fornito loro assistenza legale, spiegando che Libia e Italia avrebbero sostenuto la responsabilità libica per l'area in cui erano. Alle 12:20 abbiamo ricevuto una nuova posizione. Erano a 12 miglia più a est e avevano problemi di navigazione. Un bambino è incosciente o morto. Il natante sta imbarcando acqua. Chiedono aiuto, anche se questo potrebbe significare tornare in Libia".
E Poi: "Alle 12:58 abbiamo chiamato la sala operativa di Roma fornendo la nuova posizione Gps. Ci hanno detto di chiamare Malta. Alle 13:10 abbiamo scritto email a Roma, Malta e Libia chiedendo di chi fosse il coordinamento. Abbiamo richiesto assistenza urgente. Le email verso Tripoli ci sono tornate indietro immediatamente. Malta ci ha confermato che verrà verso di noi".
"14:10: sia Roma sia Malta ci hanno comunicato che è Tripoli l'autorità responsabile dei soccorsi. Finora non abbiamo ricevuto nessuna risposta da Tripoli e non siamo neanche sicuri che abbiano ricevuto i nostri messaggi. 14:20: Abbiamo chiamato diverse volte i 6 numeri di telefono della sala operativa di Tripoli - spiega la nota -. Non sono raggiungibili. Esistono ancora? Abbiamo informato Malta e l'Italia e abbiamo ricevuto un settimo numero. Ma anche questo non funziona".




Sea Watch (con 47 migranti a bordo) si dirige verso il barcone - In mezzo al Mediterraneo c'è anche una nave Sea Watch che ha messo in salvo 47 migranti, tra cui otto minori non accompagnati, soccorsi su un gommone a 50 miglia dalla Libia. "Siamo ancora in zona Sar - dicono gli attivisti - ma nessuno si è finora assunto il coordinamento dell'operazione. Siamo stati rimandati ai libici che però non rispondono". E proprio la Sea Watch si sta dirigendo verso l'emergenza segnalata da Alarm Phone e sul quale nessuna autorità sta intervenendo: "Siamo a circa 15 ore di distanza. Non possiamo coprire da soli il Mediterraneo, dove le persone vengono lasciate morire".