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Spese allegre con soldi pubblici: condannato il capogruppo della Lega al Senato

Pioggia di condanne al processo sulla rimborsopoli in Lombardia. Un anno e mezzo anche ad Angelo Ciocca, l'eurodeputato autore di sceneggiate al parlamento europeo. Anche Minetti e Bossi jr

L’eurodeputato della Lega Angelo Ciocca
L’eurodeputato della Lega Angelo Ciocca

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18 Gennaio 2019 - 13.31


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Un magna magna generalizzato, che ha più o meno colpito trasversalmente tutti. Ma certo che qualche imbarazzo supplementare lo provoca ai nuovi sceriffi leghisti, quelli che nel nome della sicurezza e della difesa degli italiani usa la mano pesante contro i poveracci, criminalizza chi chiede l’elemosina ma poi si approfitta del suo ruolo.
Così Massimiliano Romeo, capogruppo della Lega in Senato, è stato condannato a un anno e 8 mesi di carcere dal tribunale di Milano per la “rimborsopoli” lombarda, caso per il quale sono imputati 57 ex consiglieri e assessori della Regione Lombardia. E’ stato condannato a un anno e 6 mesi anche Angelo Ciocca, attualmente eurodeputato del Carroccio, volgarmente noto per le suite sceneggiate al parlamento europeo, come quella di calpestare la lettera che la Ue aveva mandato all’Italia contestando la manovra economica.
Per entrambi la pena è sospesa e il giudice ha deciso per la non menzione. In tutto le condanne sono 52.
Renzo Bossi, figlio di Umberto Bossi, è stato condannato a due anni e sei mesi, mentre l’ex igienista dentale Nicole Minetti a un anno e 8 mesi. I due sono stati ex consiglieri della Lega e del Pdl. “Non commentiamo le sentenze, siamo soddisfatti che si sia concluso il processo”, ha detto il pm di Milano Paolo Filippini dopo la sentenza del processo durato oltre tre anni.
Condannati anche Stefano Maullu, attualmente europarlamentare di Forza Italia, condannato a una pena di 1 anni e 6 mesi, e Alessandro Colucci, deputato del gruppo misto, condannato a 2 anni e 2 mesi.

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La pena più alta di 4 anni e 8 mesi per Stefano Galli, ex capogruppo della Lega in Regione. Assolti o prescritti invece 5 ex consiglieri.
Il legale di Massimiliano Romeo “Se c’era un sistema, c’era certamente da 30 anni e loro lo hanno ereditato in buona fede”. Così l’avvocato Jacopo Pensa, legale di Massimiliano Romeo ha risposto ai cronisti sulla vicenda delle cosiddette spese “allegre” al Pirellone. “Faremo appello – ha annunciato – noi puntiamo alla revisione delle condotte contestate perché per noi c’è la mancanza del dolo” nel peculato.
Tra le spese più curiose quelle per spazzolini, caramelle, salatini, frigoriferi. A Romeo vengono contestati 22 mila euro spesi quasi tutti al bar o al ristorante, a Nicole Minetti 19.651 euro utilizzati per pasti in ristoranti giapponesi e per l’acquisto del libro ‘Mignottocrazia’. La nuova vita di Nicole Minetti, dj e sportiva: su Instagram in consolle e in palestra Anche il Pirellone, nel 2017, era entrato nel processo come parte civile, chiedendo danni per 3,4 milioni a 28 dei 57 imputati (molti della stessa parte politica della giunta lombarda) definendo le spese in questione “un elenco offensivo

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